LUMEZZANE – Platea e musica da “dolce incanto” per Giacinto Prandelli

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Una leggiadria di suoni, voci, canti e armonie ha pervaso ieri sera, martedì 14 giugno, un gremito teatro Odeon per il concerto speciale dedicato alla memoria di Giacinto Prandelli, il grande tenore valgobbino scomparso a 96 anni proprio lo stesso giorno dello scorso anno. Davanti a una platea di appassionati, deliziati dalla musica lirica ancora echeggiante nelle sale del complesso di via Marconi, dove in prima fila ha assistito anche la vedova Annamaria con il resto della famiglia tra figli e nipoti, il sipario si è alzato mostrando il pianoforte da dove sarebbero partite le note e una gigantografia su maxi schermo che ha lanciato alcuni brani cantati dal Maestro.

L’evento, promosso in collaborazione con il Rotary Club Valtrompia e l’assessorato alla Cultura valgobbino, è stato aperto proprio dal delegato di via Monsuello Lucio Facchinetti che, con il sindaco Silverio Vivenzi, ha ricordato il formidabile valore artistico di Prandelli, per una serata dedicata nella conclusione della rassegna “Odeon Classic”. Sul palco il timone della kermesse è rimasto saldo nelle mani della musicologa e critica, anche lei di Lumezzane, Roberta Pedrotti che ha condotto e diretto l’evento portando da Bologna, dove nel 2007 ha fondato l’omonimo concorso internazionale cittadino di canto, quei giovani interpreti distinti per bravura e passione nel campo della lirica.

E la serata di “O dolce incanto” è partita subito lasciando spazio agli aneddoti ed esibizioni del grande protagonista dell’evento, Prandelli, con una carrellata di fotografie che lo ritraggono in scena con altri artisti dello star system, da Maria Callas a Ingrid Bergman con cui si è esibito sui palchi di tutto il mondo, non mostrando mai di sé la figura di un divo, ma solo quella di un amante della musica. Diviso in due parti, il concerto durato quasi tre ore è iniziato con il baritono di Villa Carcina Riccardo Certi che, con l’accompagnamento al pianoforte della giapponese Kuniko Kumagai, ha aperto le danze con l’aria “Vedrò mentr’io sospiro” tratta da “Le nozze di Figaro” di Mozart e poi altri brani del “Don Giovanni” insieme alla lituana Julija Samsonova.

L'esibizione di Riccardo Certi e Julija Samsonova

Il palinsesto è andato avanti con il tenore David Sotgiu e il baritono Daniele Girometti alle prese con i canti di Giuseppe Verdi, tra “La traviata”, “Falstaff”, “Aida” e il “Rigoletto”. Nella seconda parte della serata sulla scena è salita la pianista Federica Bortoluzzi che ha disegnato nell’aria armonie e suoni con le “Réminiscences de Norma” di Franz Listz nel bicentenario della nascita del grande compositore. Il concerto si è acceso poi sui cavalli di battaglia di Giacinto Prandelli, tratti da Jules Massenet e intonati da Riccardo Certi e David Sotgiu: si tratta della “Vision fugitive” da “Hérodiade” e “Pourqui me réveiller” della “Werther”. A seguire ancora canti e interpretazioni dall'”Otello” di Giuseppe Verdi, la “Tosca” di Giacomo Puccini e “La mamma morta” dell'”Andrea Chénier” di Umberto Giordano intonate di nuovo da Girometti, Sotgiu e Samsonova.

L’evento nella serata parallelo alla musica dal vivo e che ha destato molta emozione tra la platea è stato senza dubbio la proiezione dell’intervista (disponibile anche sul sito e sul nostro canale di “Youtube“) concessa nel 2009 dal tenore al giornalista concittadino Egidio Bonomi per lo studio di produzione televisivo “Intv News” di Nino Cappello durante i 95 anni compiuti da Prandelli.

Gli applausi del pubblico al concerto

Dalle parole oggi postume del cantante nato a Lumezzane e dove oggi riposa dopo essere vissuto per oltre cinquant’anni a Milano, sono arrivati gli aneddoti sul primo incontro fortuito con la Callas in un camerino durante uno spettacolo, il debutto a Busseto a soli ventitre anni, la collaborazione con il maestro Arturo Toscanini e da lì una travolgente carriera di voce pulita e chiara che ha invaso tutti i teatri italiani e internazionali, da New York a Buenos Aires, da Il Cairo all’Europa e, in Italia, “La Scala” di Milano dove ha chiuso la carriera nel 1970 con “Francesca da Rimini”, il “San Carlo” di Napoli, la “Fenice” di Venezia e, nel 1943, anche un’acclamata presenza al vecchio Odeon valgobbino per il “Rigoletto”.

Intanto, è sicuro che si tratti solo del primo appuntamento di una lunga serie dedicato al tenore in passato colpevolmente dimenticato dai suoi concittadini e che ora possono riscattarsi con altre iniziative. E chissà che da lassù il grande Giacinto Prandelli non si sia fermato ieri sera ad assistere al concerto in suo onore, magari accompagnando idealmente i giovani con la sua interpretazione celeste.

Ascolta un brano di Giacinto Prandelli

Pour quoi me réveiller – David Sotgiu

Vision fugitive – Riccardo Certi

 

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DELLA SERATA

PARTE 1

PARTE 2