Che facciamo con la Siria? Bombardiamo?

1

Non serve che vi faccia un resoconto dei massacri che stanno avvenendo in Siria, a meno che non siate stati occupati da qualche settimana a fare “bunga bunga”, e non serve che vi dica che il titolo era, ovviamente, provocatorio.
Ma mi sto seriamente chiedendo se la comunità internazionale stia affrontando il problema della tirannia di Bashar Al Assad, che di bello ha solo la moglie, con la stessa urgenza e fermezza con cui è stato trattato il caso “Gheddafi”.

E sì che la dinastia degli Assad si è distinta per ferocia fin dagli anni in cui in Siria regnava il padre, che non ricordo se di nome facesse Hafiz, dell’attuale Assad, il quale era un protetto dall’Urss e dai regimi comunisti dell’est più feroci, e questo lo ricordo bene.
Ora il figlio rifiuta il colloquio telefonico con il segretario dell’Onu e si grida allo scandalo: che cosa vi aspettavate con cotanta scuola alle spalle? Che s’inchinasse al supremo ordine democratico dell’Occidente?

Nemmeno il suo compagnone di merende Erdogan il turco è riuscito a ricondurlo a più miti consigli. Potrebbe provarci Sarkozy a pargli paura con i suoi bombardieri, alllora sì che ne vedremmo delle belle.
Assad ha uno dei più potenti, organzzati e feroci eserciti di tutto il Medio Oriente, secondo solo, forse, a quello d’Israele.

La zona è una polveriera pronta ad esplodere. Non voglio neanche immaginare cosa succederebbe se lo stato ebraico fosse in qualche modo, anche marginalmente, invischiato in un conflitto a fuoco con qualche stato confinante.

E il buon Obama, premio Nobel ancor prima “di non aver fatto un’ostia” (come direbbe Renato Pozzetto), mi pare non sappia che pesci pigliare.

Magari mi sbaglio ma, secondo me, oltre oceano e anche in Europa, qualcuno sta già rimpiangendo “George il cowboy” che, per dirla tutta, nel ruolo, riesce sicuramente meglio di Sarkò.

1 Commento

  1. Ho letto con interesse el’articolo dato che seguo da tempo la situazione in medio Oriente (più su internet che in TV). Credo che i governi occidentali ci stiano pensando due volte prima di intervenire militarmente in Siria,per alcuni motivi.
    Quello principale (il più inquietante) è l’alleanza politica che unisce la Siria all’Iran,da circa un anno.
    Bombardare la Siria significherebbe sfidare indirettamente anche l?iran,che potrebbe intervenire in difesa del regime siriano (apriti cielo! sarebbe la scintilla che fa scoppiare il medio oriente).Purtroppo leggo che anche la Turchia ha intenzione di mobilitare l’esercito ….

Comments are closed.