BRESCIA – Scontro di fuoco tra Rolfi e Del Bono sulla sicurezza

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E’ la pesante polemica di questi giorni quella di cui si sta parlando a Palazzo Loggia tra i banchi del consiglio comunale “scaldati” dal capogruppo del Partito Democratico Emilio Del Bono e la risposta piccata, giunta poche ore dopo, del vicesindaco cittadino Fabio Rolfi. L’oggetto della contesa è la sicurezza, un tema molto caro alla Lega Nord di cui fa parte l’assessore alla Mobilità, ma contestato per le presunte spese eccessive elargite dalla Loggia e senza riscontri positivi secondo il consigliere dell’opposizione.

Emilio Del Bono

“Nonostante l’aumento della spesa corrente e quella in conto capitale dell’assessorato guidato da Rolfi – ha lamentato Del Bono in una nota – a Brescia i reati predatori anziché diminuire aumentano”. E la critica prosegue anche sui numeri. “La spesa del suo dicastero nel 2010 è stata di oltre 23 milioni e mezzo di euro. E’ l’unico – ha detto Del Bono – che ha visto in questi tre anni crescere esponenzialmente la spesa rispetto agli altri, al contrario sofferenti di tagli e trend altalenanti come i servizi sociali, l’ambiente e i lavori pubblici che forse necessitavano, vista la crisi economica e ambientale nella nostra città, di maggiore attenzione”.

La nota del capogruppo Pd in consiglio comunale prosegue snocciolando numeri dei reati in aumento, la carenza di personale nelle forze di polizia e il fallimento di una politica che non avrebbe avuto riscontri positivi vista la spesa e il protocollo “Brescia Sicura” firmato alla Loggia con il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Poche ore dopo l’accesa critica, non si è fatta attendere la risposta a distanza del vicesindaco Rolfi. “Del Bono potrebbe giocare al lotto i numeri che ha comunicato – ha ironizzato sulla guerra di cifre – e magari, con un po’ di fortuna, potrebbe azzeccare qualcosa.

Fabio Rolfi

Continua nell’arte di scomporre e ricomporre i dati a proprio uso e consumo, dimenticando che i reati predatori nei primi mesi del 2011 sono legati all’immigrazione tunisina, visto che erano tunisini da poco sbarcati in Italia, per esempio, i responsabili di scippi e rapine che si sono verificati nelle scorse settimane. Emergenza rientrata, grazie all’azione congiunta delle Forze di Polizia che hanno saputo riportare tranquillità nella nostra città”. L’assessore continua nell’analisi della sua attività citando anche il personale delle forze dell’ordine e gli impianti di videosorveglianza intelligente che sarebbero giunti proprio dal patto firmato con Maroni. E non manca di criticare ciò che è stato fatto nella precedente giunta di centro sinistra.

“Il numero di arresti e sanzioni di questi anni non è neppure lontanamente paragonabile con quanto fatto registrare dalla giunta Corsini – ha commentato Rolfi – che sottovalutava il problema affrontandolo con superficialità, elucubrazioni intellettuali e comportamenti snobistici da tipici salottisti di sinistra. I bresciani si sono così ritrovati una città imbruttita, insicura e non governata dove bastava occupare una piazza, da clandestini, per avere un permesso di soggiorno”. E la sua analisi finale tocca anche l’elezione del nuovo sindaco meneghino.

“Del resto, quello che avviene a Milano dove Pisapia, come promesso in campagna elettorale, toglierà armi e manganelli alla Polizia locale, facendo fare alla città un salto indietro di trent’anni nelle politiche di sicurezza a livello locale – ha concluso il vicesindaco – è sintomatico di come la sinistra non sappia affrontare efficacemente la questione, ma rappresenti al contrario un problema per la sicurezza delle città. Loro sarebbero imbattibili nello sparare numeri a caso, noi invece continueremo a lavorare con la concretezza che ci ha finora contraddistinto e ad ascoltare i problemi della gente, rispondendo coi fatti”.