E’ l’ora dei ballottaggi, e non solo di quelli

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Siamo al verdetto finale delle urne. Domenica e lunedì gli elettori diranno la loro, con i ballottaggi, su queste due settimane di sofferenza. Nelle nostre valli non ci saranno ballottaggi e sull’esito del voto abbiamo già scritto.
Ma quel che succederà a Milano e Napoli potrebbe essere fatale per la stabilità dell’intero paese. In queste due settimane, se potevano fare qualcosa per farsi del male, a destra, l’hanno fatto benissimo. Lasciamo stare il Cav, sempre più l’ombra di se stesso, triste e ripetitivo, lontano da quella goliardia che ha sempre distinto il suo passo da quello degli avversari, per la verotà facendogli fare anche qualche gaffes di troppo. L’ultima performance al G8 con lo sfogo in diretta di fronte ad un perplesso Obama è la madre di tutte le cazzate che poteva permettersi.
Dopo un silenzio imbarazzante durato alcuni giorni via con un fiume di parole ripetute in tutte le sedi, ma sempre uguali nel contenuto e nella forma, con la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti a farla da padrone, con i 34 processi a suo carico, 24 dei quali l’hanno visto prosciolto (e quando Vespa glielo fa notare lui, anima candida, c’informa che tale procedura è assimilabile all’assoluzione!)
La sorpresa sono i leghisti scatenati. I ministeri al nord, la residenza del Capo dello Stato chissà dove (perchè no in Valtrompia?), le smentite di rito perchè, come sempre, sono quei coglioni di giornalisti che non capiscono un tubo (succede anche, intendiamoci, ma non sempre).
Il Cav non ha tutti i torti, ma la gente non ci crede più che la priorità sia la riforma della giustizia. Va fatta anche quella e non per favorire Berlusconi; va fatta perchè così com’è non funziona più. Alle elezioni di quindici giorni fa hanno cercato di farglielo capire negando i voti ai suoi candidati e anche a lui, nei collegi milanesi. Ma, evidentemente, lui e i suoi hanno visto un altro film.
Intendiamoci, non mi sto augurando che vinca la sinistra. Da quelle parti hanno certamente più problemi di schieramento che il centrodestra e altrettante facce toste da politici politicanti.
Ma l’onestà intellettuale, di dire le cose come stanno, ci tocca. E il presentimento che ne vedremo ancora delle belle, e non tutte così scontate, è davvero molto forte.