BRESCIA – Il ministro Gelmini all’assemblea annuale di Confartigianato

0

“Se l’Italia è riuscita a reggere dinanzi alla crisi, il merito è del piccolo tessuto produttivo che nel momento della difficoltà è stato il jolly del Paese”. Parola di MariaStella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, nel corso della tavola rotonda, organizzata dalla Confartigianato di Brescia.
L’interesse degli artigiani presenti in sala e le domande del vice direttore de “Il Giornale”, Nicola Porro,  hanno indirizzato il discorso del Ministro su un tema molto seguito dalle imprese, la Riforma Fiscale.
“Abbiamo avviato una nuova fase di rilancio dell’economia, a cominciare dal Piano Nazionale delle Riforme, che punta su una riforma del fisco che – come detto dal Ministro Tremonti – “alleggerisca le ganasce che stringono le imprese”; su nuovi investimenti in ricerca grazie alla logica del credito d’imposta; su un piano di infrastrutturazione soprattutto nel Sud Italia, perché se non cresce il Meridione non cresce il Paese, specifioca il Ministro Gelmini.
Abbiamo lanciato la riforma costituzionale dell’articolo 41,  dell’articolo 97 e dell’articolo 118 della Costituzione. Puntiamo a snellire le procedure sulla base del principio della libertà d’impresa ove non vi siano prescrizioni di legge in senso contrario, a ridurre il dirigismo statale e a favorire un mercato moderno ed efficiente; introduciamo i criteri del merito, dell’efficacia e della trasparenza nella PA, favorendo la semplificazione e dando un contributo positivo al rapporto che le imprese hanno con la burocrazia statale; rafforziamo la sussidiarietà orizzontale, creando spazi e opportunità per l’intrapresa.
Stiamo attuando la riforma del processo civile, che contribuisce a smaltire gli arretrati che ingolfano i tribunali e si riversano sulle imprese in termini di minore competitività del sistema, e attraverso l’introduzione dell’istituto della mediazione, che pure ridurrà i costi economici e temporali dei carichi pendenti. Ma, grazie al lavoro del Ministro Alfano, alla giustizia metteremo mano con un intervento finalmente globale, che consentirà al Paese di allinearsi ai partner europei, evitando gli incroci tra magistratura, media e politica, e tagliando le lungaggini processuali che ci posizionano agli ultimi posti nelle graduatorie mondiali.
Stiamo portando a compimento la riforma federale, che sarà una vera svolta storica. E – come anche le categorie ci chiedono – porterà una riduzione delle imposte a carico delle famiglie e delle imprese, ridurrà i costi di inefficienza nella spesa pubblica locale e il parassitismo di quella centrale, combatterà maggiormente l’evasione, liberando ulteriori risorse per la crescita. Infine, instaurerà quel principio di responsabilità per cui gli amministrati potranno verificare quotidianamente il lavoro degli amministratori, sulla base del validissimo “vedo-pago-voto”. E’ il “federalismo della sussidiarietà”, come l’ha giustamente chiamato il Presidente Massetti. Alla base sta quell’ “antropologia positiva” che considera la persona come veicolo capace di fare del bene, di creare sviluppo e competenze, superando le ingessature regolatorio-repressive del nostro mercato interno, e cercando migliori strumenti operativi di flessibilità.