BRESCIA – L’installazione di Mara Cantoni tra opere grafiche e musica

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Si chiama “Verba contexens-Tessendo parole” la mostra curata e progettata da Fausto Moreschi e Carmela Perucchetti che sarà inaugurata sabato 28 maggio alle ore 17 nello spazio espositivo di San Zenone all’Arco nell’ambito delle iniziative culturali organizzate dall’associazione per l’arte “Le Stelle”. Nelle stanze viene presentato il percorso che l’artista Mara Cantoni sta seguendo in questi anni, inserendosi nel contesto di una ricerca molto variegata come la poesia visiva, tramite un percorso di analisi, ma anche fusione armonica del linguaggio umano nelle sue diverse modalità di comunicazione, segno, suono e gesto.

Le stanze di San Zenone all'Arco

“Tessere parole” è una disciplina interiore e una via alla conoscenza di sé, condotta attraverso la loro trasformazione in un valore estetico. Il nesso con il tessuto, meglio con l’arte di tessere, è centrale per la comprensione di questa operazione visiva, dove l’ordito è il tempo su cui si intreccia la trama attraverso la quale l’artista bresciana porta il proprio segno interpretativo e la ricerca di interlocuzione poetica con il mondo, inventando nuovi alfabeti intraducibili.

Mara Cantoni agisce spesso ricorrendo fisicamente non solo alla grafica, ma anche con fili di cotone rosso che riporta al minio delle antiche notazioni, creando pagine dove la musica è reinventata seguendo gli stessi schemi armonici, le sovrapposizioni verticali delle varie voci e la successione delle figure ritmiche, come in “Homoritmica” e “Homoritmia in la”. La musica è l’argomento trainante dell’esposizione, presente nelle forme elementari del grano e legando l’esperienza sonora al percorso personale della vita dell’artista che ha sperimentato il “Pentagrano”.

E’ interessante anche la trasposizione visiva del “Don Giovanni” mozartiano, con il “Ritratto”, “Il Catalogo” e “La falsa porta” ispirata alla scena XVII del secondo atto. Ne “I Mandala del Maestro” viene invece sublimato il gesto del direttore d’orchestra nella sua convergenza con i rituali segni di meditazione delle religioni indù e un rimando fisico al teatro, nell’uso di pezzi di tavole in legno del golfo mistico del Teatro Grande come supporto per evocare la memoria dei gesti alla base dell’emozione sensoriale data da ogni esecuzione musicale. L’originale esposizione, a ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al 12 giugno tutti i giorni, tranne lunedì, dalle ore 16 alle 19.