LUMEZZANE – La memoria marina si “ancora” al monumento dei Caduti

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La grande attesa per scoprire la scultura montata in un angolo della scuola elementare “Bachelet” di Sant’Apollonio si è conclusa ieri mattina, quando autorità e marinai si sono presentati al cospetto del monumento percorrendo il breve corridoio che li ha divisi dalle tre vele in marmo di Botticino mentre assumevano la forma attuale slanciata dopo lo scomparire del telo tricolore. L’impatto poetico rende bene sulla struttura voluta da tanti anni dai marinai e diventata oggi realtà per un simbolo che ricordi tutti i caduti nelle guerre marittime, come indicato anche dalla targa presente alla base.

Il monumento inaugurato nella scuola

L’opera postuma di Leonello Campanelli, l’artista morto all’inizio dell’anno, identifica tre vele, l’ancora e la preghiera del marinaio scolpita dall’artigiano valgobbino Oreste Pezzola per identificare alcuni di quei simboli riconosciuti dai marinai per il valore storico e affettivo delle loro imprese. Quella dei marinai valgobbini, tra l’altro, riuniti nella sezione “Giacomo Gambera” presieduta da Luigi Zamboni, è una vicenda particolare che vale la pena di raccontare, visto che il mare in Valgobbia e Lombardia in realtà non c’è.

Il motivo di fare i marinai da lumezzanesi, infatti, non era passare il tempo di guerra nelle operazioni d’acqua tra funi e strategie, ma far funzionare bene le macchine sottocoperta che muovevano le barche per gli spostamenti durante il conflitto. In più, tramite una convenzione realizzata con la Marina militare, le aziende valgobbine avrebbero potuto lavorare per le navi, ma solo se avessero prestato i propri figli al servizio di leva nello stesso esercito. E a vederle quelle tre strutture slanciate verso l’alto dalla scuola sembrano rappresentare più le vette di una montagna che le vele di un’imbarcazione.

Le autorità hanno assistito alla cerimonia

La cerimonia d’inaugurazione è stata preceduta da una messa celebrata dal cappellano militare degli alpini don Paolo Svanera, alla quale sono poi intervenute le autorità a riconoscere un’opera non solo come simbolo, ma anche scultura di grande pregio artistico realizzata dai tecnici Attilio Solfrini, Maurilio Gnutti e Massimo Zanetti. Dal sindaco Silverio Vivenzi all’assessore alla Cultura e Istruzione Lucio Facchinetti e dalla dirigente scolastica dell’istituto Maria Caccagni alla Provincia tutti hanno voluto dire qualcosa sulla giornata.

A partire dal presidente della sezione locale Luigi Zamboni che ha definito “una giornata per gli annali della storia dell’associazione”, il socio Tarcisio Bugatti, il delegato per la Lombardia Nord est Francesco Volpe e il vicepresidente nazionale Alberto Lazzari. Nell’aula Capoferri della scuola, poi, fino a domani è aperta al pubblico di appassionati o semplici curiosi una mostra con circa trenta modelli di navi, indumenti, distintivi, documenti e francobolli della storia della Marina italiana.