VENEZIA – Presentati tre capolavori restaurati del Veronese

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Il 20 aprile scorso sono state finalmente svelate al pubblico le “Storie di Ester” realizzate da Paolo Veronese per il soffitto della cinquecentesca chiesa di San Sebastiano. Le tre opere d’arte rimarranno in esposizione a Palazzo Grimani fino al prossimo 24 luglio. Paolo Caliari (Verona 1528-Venezia 1588) è il vero nome dello straordinario pittore che riuscì a unire nelle sue opere caratteri veneti, bresciani, mantovani, parmensi e romani, facendosi poi conoscere come Paolo Veronese.

Il ripudio di Vasti

Giunto nella Venezia del gigante Tiziano nel 1553, gli venne affidata la decorazione della sala del Consiglio dei Dieci in Palazzo Ducale. Anche se in quel periodo la supremazia di Tiziano era evidente, l’artista novello riuscì a catturare l’attenzione del pubblico veneziano tramite il suo nuovo stile, concepito con ardite composizioni, una cromia luminosissima e un disegno preciso, come dimostrano i grandiosi lavori nell’edificio sacro veneto, dove lavorò dal 1555 al 1570, su commissione dall’abate Bernardo Torlioni, priore del convento dei Gerolamini a Verona.

Nello specifico la mostra presenta le tre tele che il Veronese realizzò per il soffitto della Chiesa raffiguranti scene bibliche tratte dal libro di Ester: “Il Ripudio di Vasti”, “Ester incoronata da Assuero” e il “Trionfo di Mardocheo”. Questo ciclo simboleggiava la prefigurazione mariana dell’antica eroina che tramite la fede sconfisse l’eresia, innalzata ad emblema contro il grave e incombente problema che la Chiesa cattolica doveva affrontare in quegli anni, cioè la Riforma Protestante.

La collocazione di questi capolavori, incastonati nel supporto ligneo, indirizzò la scelta di composizione nella quale il Veronese utilizzò potenti scorci uniti a una forte consistenza plastica resa con delle pennellate ampie e, nella definizione dei dettagli, con tocchi rapidi e molto fluidi, dimostrando un’altissima qualità esecutiva che gli consentì di ricevere altre prestigiose committenze (ad esempio, la stupenda decorazione di Villa Barbaro a Maser nel 1561).

Il trionfo di Mardocheo

La mostra “Veronese. Le storie di Ester rivelate”, curata da Giulio Manieri Elia, riporta alla luce l’antico splendore cromatico e luministico delle opere, grazie al lungo restauro, iniziato nel novembre 2008 e terminato nel gennaio 2010, finanziato da “Save Venice Inc”. L’esposizione è un’opportunità davvero imperdibile per poter guardare “de visu” le tele, che dopo il 24 luglio torneranno sul soffitto di San Sebastiano a dodici metri d’altezza.

Nel 1688 Filippo Baldinucci nel suo “Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua”  fissò in poche righe il ritratto del prolifico artista, considerato, a ragion veduta, uno dei più sublimi interpreti della pittura cinquecentesca.

“Questi fu quel grandissimo pittore che veramente può chiamarsi miracolo dell’Arte – commentò il critico – e che in altissimo grado ebbe unite insieme tutte le sue perfezioni, tal che l’opere sue, siccome non ànno occhio che censurar le possa, così non àn prezzo che le possa agguagliare”.