Le elezioni amministrative in provincia e in Valtrompia.

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E’ andata. La tornata elettorale che doveva segnare qualche cambiamento, ha provocato uno scossone tale che qualcuno non ci dormirà per notti intere.
Berlusconi ha perso. Infaticabile, c’ha messo la faccia, scendendo pesantemente in campo, sia a Milano che a Napoli, ma soprattutto a Milano. Dove l’algida Moratti, lo scapigliato Lassini e lal salottiera Santanchè hanno dato una mano preziosissima a far perdere la prima tornata. Vediamo cosa succederà in questi quindici giorni.
Non è andata meglio nel resto della penisola, per il centrodestra. E non è andata gran che bene neanche alla Lega Nord: forse sperava di sfondare; ha, invece, contenuto le perdite.
Il centrosinistra è innegabilmente in ripresa anche se, dove ha primeggiato, a parte la storica Torino, sono emersi i candidati meno vicini al Pd, come De Magistris o Pisapia.
I grillini cominciano ad avere successi percentuali a due cifre e questo dovrebbe essere da stimolo per una riflessione politica a cui non dovrebbe sottrarsi alcun partito o alcuno schieramento perchè, a mio modesto avviso, sbaglia chi ritiene i voti del movimento solo una moda passeggera. Sono invece il segnale di un distacco dalla politica tradizionale che inizia a serpeggiare anche tra gli elettori del centrodestra.
Brescia, pur con qualche distinguo, rispecchia a grandi linee i risultati a livello nazionale. Un caso eclatante è Castelmella dove, forse complici alcune vicende giudiziarie, la Lega perde il sindaco a vantaggio di una lista civica.
Il centrodestra perde anche Ospitaletto e Nave, mentre il centrosinistra va sotto a Bagnolo Mella.
In Valtrompia? Di Nave abbiamo detto, ma il risultato era dato per scontato da tutti, viste le vicende interne al centrodestra che è sceso in lizza da solo, separato dalla Lega. Anche Bovegno ha premiato chi stava all’opposizione: Tullio Aramini è il nuovo sindaco. Invece a Collio Mirella Zanini la spunta per 39 voti e dice “finalmente potrò dedicarmi ai problemi della gente”.
Qualcuno comincia a sussurrare che la poltrona di Bruno Bettinsoli a presidente della Comunità Montana di Valle Trompia potrebbe traballare prima della naturale scadenza del mandato, visti i nuovi rapporti di forza emersi da queste elezioni, anche se il suo operato è, fino ad oggi, considerato da tutti positivo.
La morale? Credo sia che la gente, di destra e di sinistra, non ne può più di una politica che è autoreferenziale, lontana dai problemi veri della società civile, delle aziende, dei lavoratori; non ne può più di politici arroganti e litigiosi, sempre pronti a dividersi su ogni cosa, dando della politica un’immagine sempre più distante dalla realtà quotidiana.
Ascolto qualche anziano, nostalgico signore auspicare l’avvento di improbabili “generali”e mi viene da pensare che, anche di questi, e per fortuna, “non ce ne sono più come una volta”.