VALTROMPIA – Niente autostrada per il consiglio di Stato. Al vaglio le soluzioni

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Un altro, l’ennesimo no all’autostrada. E’ una situazione senza fine quella dell’infrastruttura che migliaia di cittadini triumplini chiedono e ne parlano da almeno cinquant’anni per risolvere il traffico sempre più opprimente che li costringe tutti i giorni, per motivi di lavoro o scolastici, a percorrere pochi chilometri in troppo tempo, o per stare in valle o, peggio ancora, recarsi in città. Il nuovo stop è arrivato l’altro ieri, martedì 10 maggio, dalla Quarta sezione del Consiglio di Stato di Roma presieduta da Gaetano Trotta che ha respinto in via definitiva il ricorso presentato dall’Anas, provincia di Brescia, Cipe e ministero dei Trasporti e Infrastrutture contro la sentenza del Tar bresciano che aveva accolto la richiesta di sedici persone residenti e proprietarie delle zone di Concesio nell’ambito del primo lotto da 280milioni di euro.

 

Ricordiamo che i ricorrenti il 12 marzo 2010 erano andati al tribunale amministrativo regionale per bloccare gli espropri su quelle aree interessate dai lavori per la nuova infrastruttura. Il motivo? Erano passati alcuni giorni, ma in ritardo, dalla scadenza di cinque anni tra la dichiarazione di pubblica utilità del Cipe (2004) e i primi avvisi arrivati ai proprietari (inizio gennaio 2010). Il tribunale di via Carlo Zima aveva dato loro ragione (maggio dello stesso anno) e la situazione venne bloccata, ma dopo l’istanza presentata al Consiglio di Stato dall’Anas favorevole all’autostrada, il 26 luglio scorso l’organo romano aveva sospeso la sentenza del Tar a favore del progetto. In pratica, l’iter poteva andare avanti a discapito di cosa avessero pensato i residenti perchè, recitava il dispositivo, “l’interesse pubblico della via di comunicazione deve essere più importante di quelli singoli dei privati”.

L’altro ieri, però, anche se le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni, la sentenza finale della stessa sezione del Consiglio ha ridato ragione ai ricorrenti del Tar, rigettando quello dell’Anas. E allora, cosa succede adesso? Per il momento si ritorna in una situazione di stallo, nonostante due mesi fa avessimo parlato dei primi soldi arrivati dalla Serenissima (la società che controlla l’autostrada Brescia-Padova) per gli espropri iniziati alcune settimane fa dopo gli accordi con i sindaci interessati (Concesio, Sarezzo e Villa Carcina). Ora la palla passa all’Anas e alla provincia per trovare una soluzione che possa sbloccare l’intoppo. Allo studio delle autorità ci sarebbero tre opzioni, come ha spiegato ieri l’assessore ai Lavori pubblici in Broletto Mariateresa Vivaldini.

Mauro Parolini e Mariateresa Vivaldini

Una di queste potrebbe essere l’accordo bonario da intraprendere con i sei ricorrenti al Tar rimasti (erano sedici prima di altri accordi), affinché possano ritirare l’istanza e far andare avanti tutta la carovana secondo il programma. Non si mette da parte neanche l’idea di sfruttare a proprio favore il decreto Sviluppo approvato dal consiglio dei ministri il 5 maggio scorso e che le autorità sperino diventi legge entro i prossimi 60 giorni per la pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”. Il provvedimento, infatti, darebbe la possibilità di allungare la dichiarazione di pubblica utilità del Cipe dai cinque attuali a sette anni. Nei prossimi giorni, però, potrebbe essere inserito un emendamento per applicare la norma anche ai progetti retroattivi, quindi l’autostrada. L’ultima soluzione, quasi un’estrema ratio che il Broletto non vorrebbe neanche valutare in vista dell’ulteriore prolungamento dei tempi, è ripresentare l’idea al comitato interministeriale. In questo caso, però, come detto, si dovrebbero aspettare altri cinque o sette anni.

Le reazioni delle autorità all’ennesimo stop dell’autostrada (di cui l’inizio dei lavori è fissato alla primavera inoltrata del 2012, salvo imprevisti) sono arrivate anche dall’attuale consigliere regionale ed ex assessore in Broletto Mauro Parolini che ha parlato di “nuovi motivi oscuri e sproporzionati a fronte dell’interesse pubblico che rappresenta l’opera”. In ogni caso, come hanno spiegato ieri lo stesso consigliere del Pdl e il presidente della Comunità montana della Valtrompia Bruno Bettinsoli, sono già stati avviati i contatti con l’Anas e il suo presidente Pietro Ciucci per sbrogliare una situazione che rischia di pesare sulla pazienza (molta o troppa) di tutti i triumplini.