VALTROMPIA – La festa del Rugby per un progetto educativo sui ragazzi

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Agnosine, Lumezzane, Sarezzo e Gardone sono stati protagonisti giovedì scorso nella nuova edizione della festa del rugby tra le scuole, organizzata dalla società giovanile valgobbina della palla ovale per diffondere già ai più piccoli i veri valori dello sport, dell’educazione, della competizione e delle sane abitudini. E’ questo, infatti, l’obiettivo che il rugby in generale, pur dovendo coesistere in un clima calciofilo, vuole diffondere agli appassionati.

Foto di Edoardo Bonetti

Si è trattato di un lungo percorso attraverso i campi più importanti della giornata dove tutti gli studenti delle scuole elementari e medie della valle si sono esibiti tra giochi, esercizi e partite amichevoli all’insegna sempre dello sport come attività fisica e relazionale. Un’invasione di quasi 2500 bambini che ha riempito il Comunale di Lumezzane, il centro sportivo di Sarezzo e il “Redaelli” di Gardone per prendere in mano la palla ovale con il sostegno e l’addestramento dei giocatori del rugby valgobbino: 200 studenti di tredici classi quelli ad Agnosine, oltre 2mila ragazzi tra il centro saretino e la Valgobbia e 600 a Gardone hanno imparato a confrontarsi all’insegna dello sport.

Silverio Vivenzi e Claudio Zanchigiani

E’ un’iniziativa, quella della festa del rugby nelle scuole, che quest’anno è stata accompagnata per la prima volta anche dal progetto pilota “Educazione allo sport, al benessere, alla salute e alla legalità” promosso fino al 2013 dalla Junior Rugby Lumezzane, l’ufficio scolastico della provincia e il ministero dell’Istruzione. Coordinato da Piera Berna per i rapporti con le scuole e realizzato dal comprensorio valgobbino come capofila “Bachelet” di Sant’Apollonio con la dirigente Maria Caccagni, l’idea formalizzata nel maggio 2010 con un protocollo d’intesa firmato anche dal ministero di via Trastevere è stata accolta con parere positivo da 4mila studenti di 183 classi di tutte e 32 le scuole valligiane da Collio a Concesio.

Il progetto, arrivato anche in diversi istituti della provincia, è diviso in due parti: in una, i ragazzi possono sviluppare le capacità affettive, cognitive, motorie e del gioco. Nell’altra, invece, i corsi di sensibilizzazione rivolti agli insegnanti e genitori tenuti dagli esperti a Lumezzane, Marcheno e Villa Carcina dove si è parlato di legalità, alcol e gestione dei conflitti. Una menzione particolare ha avuto anche l’educazione alimentare spiegata ancora tra Lumezzane Sant’Apollonio, Villa Carcina, Collio e Lodrino dove si sono affrontate e analizzate le abitudini dei giovani.

Alfredo Gavazzi e Salvatore Bonetti

E’ la sintesi di un progetto esteso partito otto anni fa dalle scuole medie e poi dalle elementari e che ha trovato in Claudio Zanchigiani il realizzatore. “E’ un progetto pilota che vuole insegnare ai ragazzi uno degli sport più educativi – ha commentato il presidente della Junior Rugby Lumezzane – perchè proprio loro saranno gli uomini del futuro”. Alla carovana della festa triumplina hanno partecipato anche il sindaco Silverio Vivenzi e le altre autorità provinciali e locali dei Comuni ospitanti: tra loro, il sindaco di Gardone Michele Gussago, il presidente della Comunità montana Bruno Bettinsoli, l’assessore all’Istruzione della provincia Aristide Peli e il suo collega sulla Valgobbia Lucio Facchinetti.

Tanti applausi e stimoli al progetto sono arrivati anche dal direttore sportivo della squadra Marco Ghidini che ha sperato nella continuità di un’iniziativa tutta lumezzanese, dall’ex capitano della nazionale italiana di rugby Salvatore Bonetti e dal vicepresidente della Federazione Alfredo Gavazzi. Per gli ultimi si è trattata di una festa lodevole e da riconoscere anche per potenziare la frequenza di uno sport spesso emarginato.