SAREZZO – “Bruto” cala il sipario sulla 28esima “Proposta”

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Chiuderà venerdì 29 aprile “Proposta ’11”, la rassegna teatrale della Valtrompia che, giunta alla ventottesima edizione, ha saputo conquistarsi i favori del pubblico e della critica grazie ad alcuni personaggi di spicco del panorama attoriale italiano e ai temi che sono stati portati in scena tra i 150 anni dell’Unità d’Italia, il ruolo delle donne, la morte sul lavoro e il teatro sociale. Per la conclusione della kermesse, lo Spazio Praticabile di via Dante a Ponte Zanano ospiterà venerdì sera, alle ore 21 (ingresso 1 euro), uno spettacolo tratto dalla storia romana e sostenuto dalla Fondazione “Asm”: si tratta di “Bruto”, una personale e fedele elaborazione della tragedia di William Shakespeare “Giulio Cesare”.

Il lavoro, interpretato e diretto da Alessandro Quattro e Alessandro Mor, in coproduzione con “Residenza Idra-Teatro Inverso”, racconta le vicende della storia politica e sociale romana dal punto di vista del protagonista (famoso nella storia per essere stato uno degli assassini di Giulio Cesare), un uomo solo e tirannicida, risvegliato dai fantasmi di Cesare,  Antonio e Cassio che lo costringono a rivivere i conflitti della sua esistenza ancora in cerca di una soluzione, come se il pericolo del cesarismo fosse imminente. Il suo sogno, o il suo incubo, va avanti in una continua confusione tra l’ossessione di ciò che deve compiere con gli altri cospiratori e la necessità di fare un discorso pubblico politicamente convincente per giustificare le ragioni del suo atto.

Il luogo in cui Bruto si muove si trasforma prima in un giardino notturno, poi nel Senato e infine nello studio di un politico moderno che prova a trovare le parole giuste per il suo discorso e in un’arena da cui parlare finalmente alla nazione, fino a riassorbire la sua figura in una fissità fuori dal tempo. Con questo spettacolo, la produzione vuole indagare il percorso intimo di un personaggio pubblico, i dubbi che si affollano nella coscienza prima e dopo un’azione di estrema ribellione, come quella contro la svolta autoritaristica del cesarismo. Si tratta di una specie di archetipo del conflitto politico che mette tutti di fronte ancora oggi alle stesse domande: quanto partecipa la gente al bene comune? o quanto può essere manipolata dai discorsi della politica?, oppure, l’eliminazione di un leader può essere giustificata in nome della libertà di un popolo?

Dove risiede esattamente il confine tra politica e terrorismo? Bruto, che si assume la responsabilità politica dei suoi atti, sa leggere in profondità i movimenti e le accelerazioni del momento storico che sta vivendo, o si arrocca in un idealismo fuori dal tempo? E più in generale, la domanda vera è: una persona sola può veramente intervenire sugli eventi, tentare di “raddrizzare” la Storia, o questa è un flusso imprevedibile che travolge drammaticamente chi si oppone?