PADOVA – Il Guariento e Carrara raccontano il Trecento d’oro

0

E’ iniziata il 16 aprile scorso, e andrà avanti fino al 31 luglio, la bella mostra “Guariento e la Padova carrarese”, curata da Francesca Flores d’Arcais, Davide Banzato e Anna Maria Spiazzi, dislocata tra Palazzo del Monte, i Civici musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann e il museo Diocesano. Il vasto progetto si auspica di proporre un’ampia ricognizione sulla cultura respirata a Padova negli anni della reggenza carrarese, tramite un’indagine sui costumi dei Signori padovani e sugli aspetti della vita cittadina.

In esposizione si trovano sculture, mobili, ceramiche, oreficerie, avori, monete, libri e documenti,  ma il cuore pulsante dell’evento è sicuramente la mostra sul Guariento allestita nel Palazzo del Monte, sede espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Molto scarsa è la documentazione riguardo i dati biografici del pittore trecentesco del quale, però, si conosce il soggiorno presso la prestigiosa corte dei Da Carrara, signori della città dal 1318 al 1388, dove svolse la funzione di primo pittore di corte (la sua attività viene collocata tra il 1338 e il 1367).

Famoso per il suoi eleganti angeli, Guariento eseguì il suo capolavoro nella cappella privata della Reggia Carrarese, dipingendo una serie di pitture su tavola, raffiguranti le nove schiere angeliche, oggi conservate nel locale Museo d’arte medievale e moderna. Il suo stile fu influenzato dall’arte giottesca, che ebbe l’opportunità di vedere e studiare proprio a Padova nella decorazione della Cappella Scrovegni, realizzata tra il 1303 e 1305, dalla quale colse la nuova plasticità e tridimensionalità, mantenendo però una maniera di chiaro retaggio bizantino, con figure ieratiche, calligrafia disegnativa e fissità fisionomiche, alternata a lineari eleganze gotiche, come dimostrano le tavole con “l’Angelo che pesa le anime”, “l’Angelo che tiene tra le mani un’animula” e “La Schiera di angeli armati”, opere che l’eclettico pittore trecentesco dipinse per la corte dei Carraresi, e che oggi sono conservate nel Museo Bottacin a Padova.

Sempre del pittore veneto troviamo meravigliose Madonne, episodi biblici e miracoli, che provengono da diversi musei nazionali e internazionali, come il Louvre, il Metropolitan Museum di New York, il museo d’arte del North Carolina, il museo civico di Bassano e dalla Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Proprio per questo motivo, fino ad ora, era stato impossibile realizzare una mostra su Guariento. Inoltre l’esposizione propone opere d’importanti artisti legati stilisticamente al Guariento: Giotto, Giusto Menabuoi, Altichiero, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano, Jacobello del Fiore, Nicolò di Pietro, Giambono, creando così un interessante confronto, ulteriormente arricchito degli Angeli contemporanei dell’artista Omar Galliani, proposti nella mostra “Il codice degli Angeli”, allestita nel museo Diocesano situato proprio di fronte al Palazzo del Monte. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito internet dell’organizzazione.