BRESCIA – La scomparsa di Marco Maninetti

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L’hanno trovatto riverso sul letto, dopo aver sfondato la porta d’ingresso, perchè nessuno riusciva a rintracciarlo dalla sera precedente, quando aveva chiuso il locale che gestiva insieme al padre, in via Ponte Crotte.

E’ difficile e faticoso parlare di Marco. Ci conoscevamo da quasi 20 anni e dopo tante cene a base di pizza, fiorentine, spiedi e un bicchiere di buon vino è anche difficile non diventare “amici”. E di Marco non si poteva non diventarlo. Gentile, educato, grandissimo professionista nel lavoro che aveva quasi del tutto ereditato dal padre Dario che stava pian piano lasciando tutta la gestione del “Mignon” al figlio.

Un infarto, così dicono i medici, l’ha portato via ai suoi cari nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo che aveva compiuto 35 anni qualche giorno fa.

Non era solo una brava persona, che nel suo caso è un pò riduttivo. Era “una persona brava” , che è molto di più. Andare al “Mignon” era quasi come entrare in casa, salutare e mettersi a tavola in famiglia. Ci scambiavamo battute e leggerezze, cordialità e simpatia erano scontate ma mai banali.

In questi casi si pensa che ad andarsene sono sempre i migliori; ci si chiede perchè, se è vero che esiste, il Signore non si sia preso qualcuno tra i tanti “banditi” che popolano la nostra esistenza, invece che una persona cara. In questi casi ti viene da pensare che se un Dio esiste, forse, è un Dio sbagliato.

Non ti potrò più prendere in giro per quella volta che avevi finito i cantucci e, con il vin santo, mi hai rifilato, spacciandoli per “buonissimi biscotti tipici bresciani”, degli incredibili “bibi bibò” di storica memoria, ma ti perdono.

Ci hai regalato, ci siamo regalati tante serate memorabili e tanti momenti da scompisciarsi dalle risate e voglio ricordarti così, con il sorriso allegro e la battuta pronta, tra una fiorentina, una pizza e un bicchiere di buon vino.

Ciao Marco, ti salutano Grazia, Mara, Fabrizio e tanti amici e amiche che non ti dimenticheranno facilmente. Aspettaci, avremo ancora tante cose da raccontarci e tante risate da farci a crepapelle, fino a che il sorgere del sole non ci troverà a brindare al nuovo giorno.

 

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