Destra, sinistra, incongruenze e cazzeggi.

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Il 26 marzo scrivevo su queste pagine online che mi pareva che la guerra in Libia stesse andando per le lunghe e non sarebbe stata una passeggiata, come volevano farci credere Sarkò e Obama.

Ha sbagliato voleva mostrarci un altro dito

Sono stato facile profeta. E adesso che anche in Siria la situazione sta precipitando che faremo?Bombarderemo anche Assad?

Con la massa immensa di migranti sbarcati sulle nostre coste, in conseguenza di quanto succedendo in Nord Africa, abbiamo trovato la furbata dei permessi temporanei per cercare di lasciarli andare dove volevano, in Francia e Germania.

La Francia, notizia di stamattina, ha bloccato tutti i treni provenienti dall’Italia per evitare che i “poveri disgraziati” passassero.Ma non eravamo noi il paese inospitale? Non eravamo noi i barbari che, mi pare Baffino dicesse più o meno: “in 57 milioni di italiani, che paura potevano farci 25 mila nuovi clandestini?”

Certo, fanno più notizia i demenziali manifesti fatti affiggere a Milano da tal Lassini, candidato Pdl nelle liste per l’elezione del sindaco, con scritto pressapoco così: “fuori le br dalla magistratura”.

Da sinistra ci marciano, questo è chiaro, fanno il loro mestiere.

Ma da destra ce la mettono tutta a far cazzate. E poi, con questa storia della riforma della giustizia che interessa tutti gli italiani, ma basta!

Su 57 milioni quanti saranno gli italiani che hanno avuto a che fare con la giustizia? Ammetto che non lo so ma ipotizzo qualche decina di migliaia.

Quanti sono gli italiani che aspettano la riforma del sistema fiscale e tributario? E di quello burocratico? E di quello parlamentare per ridurre i costi della politica?

Quanti sono i lavoratori e i professionisti che chiedono la semplificazione legislativa e infrastrutture moderne e adeguate alle necessità di una moderna società industriale?

Renato Mannahimer

Tutto è importante, intendiamoci. Ma alcune priorità interessano un numero ben maggiore di italiani e non credo servano le indagini demoskopiche e i diagrammi di Mannahimer per saperlo.

Non so voi ma io ho perso le speranze di vedere realizzate le riforme di cui ha veramente bisogno il paese. E non mi fanno più nemmeno ridere le cazzate del “bunga bunga” o le “soubrettine più o meno escortine” che, di tanto in tanto, si ricordano di festini e tortine in qualche villa sparsa qua e là con non si sa bene quali partecipanti.

Non sono diventato improvvisamente “comunista”; ho solo imparato dalla gente delle valli ad essere concreto, ho ascoltato i ragionamenti e i discorsi dei tanti commercianti e artigiani e lavoratori che incontro sul territorio e che non ne possono davvero più.

Il nostro giornale è a disposizione di tutti quei politici locali che hanno voglia di farci cambiare idea; che hanno voglia di dimostrarci che esiste ancora la “politica”, magari sul territorio, che vale la pena di essere partecipata.

Aspettiamo con qualche speranza e molti ragionevoli dubbi.