BRESCIA – Confartigianato. Stress lavoro-correlato.

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Dal 1 Gennaio 2011 è scattato l’obbligo per le aziende di valutare lo stress lavoro-correlato tramite il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), redatto a cura dal datore di lavoro.

A pochi mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo, sono già state avviare le prime inchieste giudiziarie riguardanti il mancato rispetto della normativa. Sette aziende piemontesi sarebbero state iscritte nel registro degli indagati dal PM torinese Raffaele Gauriniello, in quanto non avrebbero rispettato l’articolo 29 del Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro (D. Lgs. 81/08), riguardante appunto la valutazione del rischio stress lavoro-correlato e la redazione del DVR.

Queste aziende, secondo le accuse, avrebbero fornito una documentazione non attendibile durante le fasi di controllo ed avrebbero evidenziato un approccio non sufficientemente concentrato sulla reale situazione dei dipendenti.

Le aziende sono quindi sospettate di inadempienza agli obblighi di legge, poichè è stato omesso o compiuto in maniera errata quanto previsto dalla normativa italiana sulla sicurezza del lavoro.

Tra le imprese indagate subito dopo i controlli di accertamento e la denuncia dell’ASL locale, vi sarebbe anche un museo. Dalle prime indagini della Procura sembrerebbe che le aziende coinvolte abbiano in realtà utilizzato un metodo di accertamento basato solo su alcuni dei parametri oggettivi indicati dalla legge.

In questo modo le organizzazioni non sarebbero state in grado di individuare importanti disagi, rilevati invece dai medici aziendali e dal personale responsabile della sicurezza, grazie anche alle denunce dei lavoratori stessi.

Questa discrepanza è già stata valutata da un gruppo di psicologi che hanno bocciato tutti i documenti di valutazione redatti dalle aziende coinvolte ed il ministero del Lavoro ha già provveduto a fornire alle imprese implicate indicazioni più precise per svolgere nuovamente i test.

Ciò nonostante, i datori di lavoro indagati rischiano l’arresto fino ad otto mesi e multe fino a 15 mila euro, come tutti i responsabili d’azienda che violano la normativa sul DVR presentata nel Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro.