BRESCIA – Collaborazione ed intesa tra Confartigianato ed ANMIL

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Confartigianato Imprese Unione di Brescia ed ANMIL, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro, si uniscono per richiamare l’attenzione verso il fenomeno, ancora presente delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro.

“Nonostante le nuove leggi e le tecnologie avanzate, la macabra contabilità resta un bollettino di guerra: tragica e inarrestabile”, spiega Angelo Piovanelli, presidente Anmil. Nella realtà bresciana si contano oggi circa 18.000 lavoratori infortunati permanenti, che testimoniano la gravità della situazione.

Nel 2010 Brescia è stata la terza provincia per numero di «morti bianche»: su 526 tragedie avvenute sul territorio nazionale, 21 sono successe nel bresciano, in tre casi le vittime sono rimaste coinvolte in altrettanti incidenti stradali avvenuti lungo il tragitto verso i luoghi di lavoro.

Fra le regioni la Lombardia continua a mantenere il triste primato (74 decessi), seguita dal Veneto (55) e dalla Campania (44). Ma se in termini assoluti il record spetta alla Lombardia, quando gli esperti di Vega Engineering rapportano le «morti bianche» alla popolazione lavorativa, è il Trentino Alto Adige a svettare con un indice di incidenza pari a 62,2.

In Piemonte il risultato più virtuoso: 16,1. In questa graduatoria, su scala provinciale, Brescia scivola al 38° posto con un indice del 31,7, poco sopra cioè la media nazionale: 27,4.

“Ciò che serve è soprattutto la prevenzione”, ha detto Piovanelli, per il quale è “nelle scuole” che va fatta l’opera maggiore, laddove si formano i lavoratori del domani.

“Si continua a morire perché manca la cultura della sicurezza, sia da parte di chi dà e offre lavoro, sia da parte dei lavoratori stessi”, ha spiegato Piovanelli. “Nonostante la crisi, nonostante siano calate le attività e sia aumentato il ricorso alla cassa integrazione, si continua a morire o a rimanere gravemente feriti sui luoghi di lavoro.

L’Anmil ha chiesto apertamente a tutte le autorità locali, di focalizzare l’attenzione su questo problema, facendosi a propria volta portavoce delle iniziative di sensibilizzazione. Per questo abbiamo deciso d’iscriverci all’Associazione in qualità do socio sostenitore istituzionale, spiega Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato.