LUMEZZANE – Il tavolo tecnico risponde sul cesio della “Rivadossi”

0

 

Nessuna contaminazione e problemi di salute all’interno e all’esterno della “Raffineria Metalli Rivadossi” di Lumezzane Premiano, che in questi giorni è diventato il caso più discusso e trattato tra i cittadini, residenti soprattutto nella zona. Si tratta dell’ormai noto cesio 137, la sostanza radioattiva rilevata nel 2008 in Germania durante l’accettazione del carico di pani di ottone giunti proprio dall’azienda valgobbina.

La situazione era stata sollevata durante l’assemblea pubblica dell’1 marzo scorso organizzata dal Comune insieme ad alcuni tecnici del tavolo di lavoro promosso dalla prefettura per rispondere alle domande dei cittadini. Le risposte, insufficienti secondo la popolazione, sono state date oggi pomeriggio durante una conferenza stampa indetta dal sindaco Silverio Vivenzi e preceduta da altri controlli realizzati dai tecnici, così come fatto anche il 31 marzo scorso.

L'incontro pubblico dell'1 marzo all'Astra

Per il nuovo sopralluogo all’azienda di Premiano hanno partecipato il vigile del fuoco del comando provinciale Alessandro Granata, la responsabile dell’Arpa di Brescia Mariagrazia Santini, la dirigente dell’Ispettorato del Lavoro locale Francesca Notartomaso e gli esperti dell’Asl di Brescia Filomena Schettino e Sergio Carasi. Con loro anche il Viceprefetto aggiunto Onofrio Vito Padovano e il dirigente dell’ufficio Tecnico comunale Gian Piero Pedretti.

Tra le conferme del tavolo tecnico c’è la sicurezza dal punto di vista sanitario dei dipendenti della raffineria e nessuna contaminazione nel raggio di 200 metri all’esterno della fabbrica, così come all’interno. Per quanto riguarda il tanto contestato “bunker” che dovrà ospitare 150 tonnellate di materiale contaminato diviso in sei container, il capannone esterno per contenerlo è pronto e nei prossimi 2-3 mesi sarà completato con lo spostamento del materiale proprio nel deposito. Si tratta di una struttura in cemento armato, accanto all’edificio dove lavorano gli operai, già verificata dall’ufficio Tecnico del Comune dal punto di vista sismico e geologico (può resistere a tutti gli eventi fino a 500 anni), che sarà allestito in una zona adibita di solito al magazzino, ma fuori dal quale si potrà circolare liberamente.

L'affollata sala dell'assemblea

Le autorità hanno anche confermato che, allo stato attuale, le scorie presenti nei bags sono conservate al sicuro e coperte nella zona provvisoria prima di essere spostate nel capannone. Sarà la stessa ditta “Rivadossi” a farsi carico del riempimento del deposito e della sua chiusura blindata. L’accesso interno alla struttura, invece, sarà consentito solo ai tecnici che sorveglieranno la zona con controlli periodici stabiliti dalla prefettura. E’ da sottolineare, come spiegato dalla conferenza, che una parte del materiale ritornato dalla Germania non era contaminato e quindi è stato escluso, ma anche parte del rottame presente in azienda è a basso grado di contaminazione e nei prossimi 20-30 anni potrebbero già essere tirati fuori dal capannone.

La stima è che nell’arco di 100-150 anni (rispetto ai 300 che si ipotizzavano) tutte le scorie saranno smaltite. In più, lo stabile è dimensionato su sei container e quindi non potrà ospitarne altri. Nel caso di chiusura o trasferimento dell’azienda saranno le istituzioni, dal prefetto al Comune, alla provincia a farsi carico della situazione. Sul fronte della popolazione, infine, l’idea del sindaco Vivenzi di costituire un comitato dei cittadini cui fare riferimento non è stata ancora presa in considerazione, quindi non ci saranno altre assemblee pubbliche.