PONTE ZANANO – “Sul confine” racconta la guerra malata vista dai soldati

0

Sarà una serata all’insegna del teatro civile quella in programma per venerdì 8 aprile, nell’ambito della rassegna triumplina “Proposta ’11” che, per l’occasione, propone alle ore 21, allo “Spazio Praticabile” di Ponte Zanano (ingresso 1 euro) lo spettacolo “Sul confine”, vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com intestato a Dante Cappelletti.

La rappresentazione, diretta e interpretata da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi della “Carrozzeria Orfeo” e “Centro RAT – Teatro dell’Acquario”, racconta le vicende di due uomini che si risvegliano in un luogo sconosciuto. Tra di loro non si conoscono, ma forse si erano già visti prima e qualcosa li unisce nel cammino fino a dove sono arrivati.

Le domande che nascono spontanee tra il pubblico saranno chi li ha portati lì?, come ci sono arrivati? e perché insieme? Si tratta di soldati che in quella terra di nessuno finiscono per cercare se stessi e il senso dell’esistere e a loro si unirà un terzo misterioso compagno che condivide lo stesso destino legato all’immagine di un fiume che scorre in mezzo al deserto e trascina con sé gli orrori della guerra, i segreti dell’esercito e la tragedia dell’uranio impoverito.

Il presente è basato solo sui ricordi che diventano il momento più concreto per ricostruire un passato perduto. Sono sul confine, infatti, un luogo di scelta e passaggio che separa vita e morte, verità e menzogna, ricordi da espiare, sofferenza e lampi di confidenza umana. Nello spettacolo tutto assume una valenza simbolica, quasi allegorica, dove l’esercito, il soldato, la guerra, la malattia e la morte perdono la loro relatività e riferimenti storico-sociali per diventare metafora dell’assoluto.

Lo spettacolo assume le sembianze soprattutto di un non-luogo, uno spazio indecifrabile, senza punti geografici (forse i Balcani) e temporali conosciuti. Lo scandalo dell’uranio impoverito si inserisce in tutto questo aprendo uno scenario essenziale in cui dialoghi e immagini vogliono restituire dignità alle vittime dimenticate e silenziose, quegli eroi che hanno partecipato ad operazioni di guerra definite pacifiche.