Bovezzo ricorda la tragedia di 11 anni fa di via le Brede

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11 anni dalla tragedia di via Brede

Ancora tanta commozione, lacrime e ricordi indelebili si sono succeduti ieri mattina per la ricorrenza della tragedia di via le Brede 19, a Bovezzo, quando la domenica del 2 aprile del 2000 una palazzina di tre piani crollò su sé stessa in seguito a una fuga di gas provocando la morte di cinque persone, tra l’altro giovanissime.

Sotto le macerie di quella struttura che oggi lascia ricordi solo invisibili, erano finiti il maresciallo dell’aeronautica di stanza a Ghedi Angelo Pizzuto e, nello stesso appartamento, Cristina Faccio, entrambi 39enni, lo studente universitario di ingegneria 19enne Carlo Bonardi e, ritrovati solo quella sera al termine di un’operazione di soccorso durata tutta la giornata, anche il padre Roberto 44 anni e il figlio Luca Archetti di soli sette anni uniti in un abbraccio commovente che li ha condotti insieme verso la morte.

Durante la ricorrenza celebrata nel parco comunale “2 aprile” dedicato proprio a quella giornata, sono intervenuti il sindaco Antonio Bazzani, il vice e assessore alla Cultura Nicola Fiorin, il parroco di Bovezzo don Giuseppe Facconi e l’autore e attore Ermes Scaramelli. “Per questa comunità che si distingue per i suoi legami – ha esordito Fiorin – vogliamo ricordare la tragedia che è entrata, purtroppo, nella nostra storia, lasciando una traccia indelebile”.

Parole di conforto e ricordo sono giunte anche dal primo cittadino Bazzani che, durante quell’evento di undici anni fa, faceva parte della Protezione civile coinvolta nei soccorsi sul posto. “Sono morte cinque persone che oggi mancano alla nostra città – ha commentato – e vogliamo ricordare questa data ogni anno per quello che ha rappresentato. Non dimenticheremo i nostri amici e concittadini venuti a mancare nell’occasione”.

Lo stesso primo cittadino, che ha tirato in causa anche il sindaco della tragedia Giampietro Favalli presente ieri mattina alla ricorrenza, ha proposto la costruzione di un monumento, proprio nel parco comunale, che grazie alla generosità di Walter Bonardi, possa diventare il simbolo di unione di tutta la comunità.

Dal parroco don Facconi, invece, sono arrivate preghiere e versi per “una ferita che con il tempo si è un po’ rimarginata, ma non sparirà mai”. Ci ha pensato Ermes Scaramelli, infine, a inserire toni poetici con un testo di ribellione e solitudine dell’uomo raccontato dalla penna della scrittrice locale Mirella Floris.

3 Commenti

  1. tanto per informazione, cristina faccio non era sposata con angelo pizzuto…informatevi bene prima di fare gli articoli grazie

    • Sig. Nicolò, la ringraziamo per l’osservazione che ha fatto in merito al nostro articolo pubblicato il 3 aprile scorso sul giornale relativo alla notizia della ricorrenza sulla tragedia di Bovezzo. Dal momento che ci è stato confermato come Angelo Pizzuto e Cristina Faccio vivessero nello stesso appartamento, abbiamo intuito fossero marito e moglie entrambi 39enni (l’età è quella giusta). Ci dispiace per lo sbaglio e provvederemo subito a modificarlo.

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