LUMEZZANE – La “Bocconi” di Milano detta le linee guida per la città del futuro

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Capitale umano, un brand territoriale, qualità della vita, politiche condivise e maggiore sviluppo del terziario. Sono le cinque parole chiave che nei prossimi anni potrebbero trasformare Lumezzane e renderla più appetibile. E’ questa l’analisi fatta ieri sera, al teatro Odeon, da alcuni studenti del corso di laurea specialistica in Economia e Management delle Amministrazioni pubbliche e Istituzioni internazionali dell’università “Bocconi” di Milano.

La collaborazione tra l’istituto meneghino e il Comune era nata alcuni mesi fa quando si chiedeva a giovani esperti e residenti lontano dalla Valgobbia, di sviluppare un piano strategico per la Lumezzane del futuro. I risultati sono contenuti in tre progetti realizzati da una decina di studenti guidati dal direttore del corso Federico Lega con il docente Ivano Bongiovanni.

Il primo ha trattato l’inesorabile fuga di molte imprese dalla Valgobbia, che hanno preferito puntare su spazi più larghi e credere in opportunità migliori. Per questo, secondo lo studio, bisogna incentivare la libertà d’impresa e formare i giovani, far crescere le piccole realtà sul territorio aprendo nuovi insediamenti produttivi e costituire un tavolo tecnico con il Comune per dare maggior visibilità all’esterno.

Gli altri due progetti hanno proposto, invece, un piano strategico di breve e lungo periodo, in cui è nata l’esigenza di formare un consorzio tra le stesse aziende e l’amministrazione per un marchio “Made in Lumezzane” che possa aiutare nella ricerca dei fondi, puntare sul marketing, fiere nazionali ed estere e stando attenti all’ambiente. In concreto, si è parlato del Pip3, il terzo lotto in stand-by nella zona Industriale, che può spingere verso il marchio. Poi la formazione e i giovani, in fuga dal paese perchè non trovano opportunità in “casa”, che sono il punto fondamentale della possibile rinascita valgobbina insieme al maggior sviluppo di altri settori come il turismo e il terziario.

Tutto deve nascere, però, all’insegna di una politica condivisa con il resto della Valtrompia che può rappresentare un’entità compatta per il suo sviluppo. Per questo, secondo gli studenti, la mancata autostrada attesa da cinquant’anni e la carenza di altre infrastrutture fà perdere competitività. “Non è la soluzione finale, siamo solo al primo passo – ha commentato il sindaco Silverio Vivenzi – perchè nei loro progetti abbiamo trovato idee già risapute, ma anche novità da poter sviluppare”.