A Norimberga “il made in Valtrompia”

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Il settore armiero, dall’11 al 14 marzo, si è dato appuntamento come ogni anno a Norimberga , in Germania, per la IWA edizione 2011, che rappresenta l’evento fieristico più importante a livello continentale per il settore.

L’imponente polo espositivo tedesco ha ospitato quest’anno, suddivisi in 6 padiglioni, 1132 espositori provenienti da 53 Paesi. Basterebbero queste due cifre per raccontare la grandezza di questa Fiera giunta quest’anno alla 36^ edizione e che ha proposto il meglio del mercato outdoor: fucili sportivi, repliche di armi storiche, caccia, meccanica di precisione, abbigliamento, arcieria, tempo libero, accessori, armadi di sicurezza, ottiche, lame, oggettistica e case editrici e tanto altro ancora.

In questo caleidoscopico e poliedrico settore anche quest’anno vi è stata la presenza numericamente significativa e assai qualificata delle imprese e degli artigiani provenienti dalla Val Trompia.

Anche la Bcc della Valtrompia, per il terzo anno consecutivo, con la partecipazione all’evento del proprio management, ha voluto testimoniare vicinanza e supporto alle aziende e agli artigiani valtrumplini che contribuiscono ad esportare e nobilitare il marchio del Made in Italy in generale e del Made in Valtrompia (o in Trompia Valley per usare un neologismo anglofono) in particolare.

Una volta abbandonati i diffusi pregiudizi sul settore armiero, è possibile riscoprire una realtà di eccellenza produttiva in parte industriale ma in gran parte ancora artigianale che consegna al mercato e in alcuni casi anche alla storia dei prodotti di altissima precisione, grande eleganza ed arte sopraffina.

Incisioni sublimi, lavorazioni manuali, meccanismi perfetti, legni pregiati unitamente alle capacità tecniche acquisite nei secoli (a partire dal 1500), rendono il prodotto valtrumplino un unicum inimitabile, ambito e ricercato. Gli appassionati e i professionisti del settore di tutto il mondo conoscono la Valtrompia e durante il nostro soggiorno a Norimberga ne abbiamo avuto più d’una conferma.

Una sera in albergo ci siamo trovati a commentare con un signore indonesiano il tragico terremoto del Giappone e lo tsunami che da poco si era abbattuto sul Paese del Sol Levante. Quando, nel discorrere, il nostro cortese interlocutore ha appreso che venivamo dalla Valtrompia ha prontamente snocciolato i nomi di alcune ditte, ristoranti e località triumpline con buona padronanza del linguaggio e sottolineando con insistiti cenni del capo affermativi conditi da ripetuti “good, good” la sua referenza positiva della nostra valle.

Questo ed altri episodi analoghi documentano quanto la nostra realtà produttiva sia conosciuta e ammirata, forse più al di fuori dai confini locali che non sul nostro territorio anche se in questi ultimi anni grazie alla promozione di enti e istituzioni locali vi è stata un’obiettiva rivalutazione del settore che ha portato tra l’altro alla realizzazione del prestigioso Museo delle Armi di Gardone Val Trompia visitabile presso la Villa Mutti-Bernardelli.

Il settore armiero, a differenza di altri, nonostante il cambio sfavorevole euro/dollaro che rallenta le esportazioni verso il mercato a “stelle e striscie” e la perdurante crisi economica, ha dimostrato capacità di tenuta, buona stabilità e volontà di innovazione.

Attraverso anche la promozione e l’iniziativa del Consorzio Armaioli Italiani, nuova denominazione dello storico Consorzio Armaioli Bresciani attivo da oltre 35 anni e che raggruppa 95 realtà del settore armiero, lo scorso anno il sistema produttivo ha ottenuto l’importante riconoscimento come “Filiera integrata delle armi sportive”, nell’ambito del programma regionale denominato “Driade” (Distretti regionali per l’innovazione, l’attrattività e il dinamismo dell’economia locale) ottenendo un importante riconoscimento e l’opportunità di accedere a contributi economici regionali a sostegno di progetti innovativi sviluppati congiuntamente da più aziende.

Oltre 500 anni di storia, un comprensorio che raggruppa una ventina di Comuni, 140 piccole, medie e alcune grandi aziende che sviluppano il 70% della produzione nazionale e il 50% a livello europeo, queste sono le credenziali della storica filiera. Sei aziende della filiera hanno già sviluppato un progetto legato alla tracciabilità delle armi che renderà possibile aumentare gli standard di sicurezza delle stesse (attraverso l’installazione di un chip di ultima generazione in grado di riconoscere il proprietario dell’arma) e mappare e monitorare la vita dell’arma stessa.

Per tale progetto innovativo già approvato dalla regione la Bcc della Valtrompia si è resa disponibile a finanziare alle singole aziende partecipanti gli investimenti necessari, in parte da rimborsarsi in capo alla Regione Lombardia, per attuare il progetto. La fiera di Norimberga è stata un’utile occasione per cogliere gli umori, le preoccupazioni e le aspettative dei nostri imprenditori che ci hanno accolto, tra un cliente e l’altro, con la generosa cortesia dei triumplini ospitandoci presso i propri stand.

Il sipario sulla trentaseiesime edizione della IWA, in attesa di EXA che si terrà presso Brixia Expò dal 09 al 12 aprile, si è chiuso, in un panorama dalle tinte cangianti, all’insegna dell’ottimismo e della fiducia espressa dalle nostre aziende che hanno i pieni saldamente piantati sul terreno locale e lo sguardo rivolto con orgoglio e tenacia al mercato e al futuro.