Il sindaco di Verona rimette in discussione gli accordi sull’aeroporto di Montichiari

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Ormai da parecchi mesi il “Sistema Brescia” ha dimostrato disponibilità ed attenzione alla soluzione del problema dell’aeroporto di Montichiari, impegnando uomini e tempo nel dialogo e nel confronto con la parte veronese per raggiungere un buon accordo per la gestione dello scalo, dichiarandosi pronto a investire somme pari al 25% del capitale sociale. Un’infrastruttura le cui attività e prospettive di sviluppo, come tutti ben sanno, da ben tredici anni sono ferme o comunque precarie. Lo stesso ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva dichiarato che non avrebbe rilasciato la concessione alla “Valerio Catullo”, se prima non fosse stato raggiunto un accordo tra l’azionista veronese ed il “Sistema Brescia”.

ABEM nella sua intera e compatta compagine societaria (ed in particolare i due soci di riferimento, Associazione Industriale Bresciana e Camera di Commercio di Brescia) ha dimostrato nei fatti – rinunciando temporaneamente alla prosecuzione del confronto in sede giudiziaria – di essere disponibile a sedersi al tavolo attorno al quale si sarebbe dovuto raggiungere un accordo che risultasse equo e nell’esclusivo interesse dell’economia e del territorio bresciani, e quindi dell’efficienza dell’impianto.

Dopo mesi di incontri tecnici era stata raggiunta un’intesa che il sistema Brescia era pronto a sottoscrivere, accordo disatteso con pretesti infondati da alcuni componenti del sistema Verona e che hanno portato a quel nulla di fatto cui si è giunti nella riunione in Broletto dello scorso primo febbraio.

Ancora una volta il “Sistema Brescia” si è dichiarato paziente, nella speranza che, dopo il fallimento dell’incontro di febbraio, si potesse arrivare – entro e non oltre marzo – alla firma. Con nostro sconcerto leggiamo sui quotidiani di oggi (sì, lo leggiamo dai giornali non essendo stati minimamente informati) che il sindaco di Verona Flavio Tosi sta ora rimettendo tutto in discussione, avocando a sé la titolarità a convocare (!) i parlamentari veronesi e bresciani per lunedì quattro aprile.

Bene: il sindaco di Verona faccia pure. Per quanto ci riguarda riaffermiamo la nostra volontà di sottoscrivere l’accordo nella versione discussa e concordata in sede tecnica, ovvero quella che prevede la maggioranza qualificata del 76% per l’assunzione delle decisioni strategiche.

Se detto accordo – continua Giuliano Campana – non dovesse venire sottoscritto, qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità politica, economica e sociale, e non sarà certo il “Sistema Brescia”.