Il Medio Oriente in fiamme

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Il mondo arabo e il nord Africa sembrano percorsi da una fiammata di proteste che, apparentemente, vengono dal “basso”.

Le notizie che abbiamo sembrano escludere che, dietro tali eventi, si celi l’integralismo islamico più intransigente o, almeno, così vogliamo credere in Occidente.

Sarà veramente così? Mi piacerebbe ficcanasare nei rapporti delle varie intelligence alleate per capire se ai massimi livelli di raccolta delle informazioni ne sanno davvero qualcosa.

La situazione è, a mio parere, davvero pericolosa e non sappiamo dove condurrà, con grave pericolo per la stabilità di tutto il Medio Oriente e anche dei mercati legati all’estrazione del petrolio.

Mi viene in mente un romanzo di fantapolitica di quell’amato autore di tecnothriller che è Alan D. Altieri, dal titolo “la guerra dell’energia”, che evocava scenari ai quali non voglio neanche pensare ma che mi scorrono davanti agli occhi in ogni istante che m’incollo davanti al televisore per avere aggiornamenti tempestivi dalle emittenti di quei paesi.

Intanto, in Libia, quella che sembrava una passeggiata nel deserto sta diventando una logorante guerra di posizione nella quale non si capisce se davvero la vittoria sia a così ravvicinata portata di mano.

Contemporaneamente le coste italiane si stanno trasformando in una mega struttura di accoglienza per emigranti così numerosi che le autorità del posto non hanno neanche i generi di prima necessità come alimentari e coperte per far fronte alla situazione.

Naturalmente la Comunità Europea se ne sta stropicciando altamente anche se la maggior parte dei profughi dichiara di voler andare in Francia e Germania.

In tutta questa confusione ho lletto una notizia che mi ha fatto venire in mente da quanti anni stiamo aspettando l’autotrada della Valtrompia: in Giappone, in sei giorni, hanno ricostrutito un’autostrada distrutta dal terremoto a dallo tsunami.

Benedetti musi gialli! Ma da voi non esistono i ricorsi al Tar?