Gardone brucia la vecchia per la pausa di Quaresima

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Pausa di Quaresima giovedì 31 marzo e, per l’occasione come da tradizione, Gardone brucerà la vecchia.

Anche quest’anno, infatti, il Comitato “Acqualunga” e la Cooperativa “L’Aquilone” locali organizzano l’antica usanza e danno appuntamento alle ore 20,45 nella centrale piazza San Carlo, davanti alla Chiesa dedicata proprio a Carlo Borromeo che in vita ha avuto rapporti con eretici e stregonerie.

Il rito propiziatorio degli anni passati era l’abitudine del giovedi grasso per interrompere le penitenze e bruciare in piazza, tra canti e balli, la grande sagoma presa come riferimento colpevole di tutti i mali. Nel Comune triumplino la tradizione era stata cancellata, ma grazie ai gruppi promotori, da diversi anni è tornata di moda e riesce sempre a coinvolgere diverse centinaia di spettatori, soprattutto bambini.

Con questo rito simbolico si voleva dar fuoco e quindi cancellare tutte le cose brutte che la vita a volte riserva per sperare in un futuro migliore. La vecchia da allora è diventato un capro espiatorio dove caricare tutte le responsabilità del male avvenute durante l’anno nella comunità. E per rendere ancora più suggestivo questo rito, la compagnia gardonese “Arte e danza ‘95” si esibirà in un ballo propiziatorio a tema.

Il fuoco sacrificale dà voce all’ideologia medioevale che mandava al rogo le proprie streghe, quelle legate alla cultura in cui si concepiva una realtà animata da forze diaboliche e inquietanti che l’uomo doveva controllare ed esorcizzare. Oggi l’antica tradizione contadina ha reso la vecchia come tutto ciò che l’inverno ha portato di negativo, tra poca luce, freddo, niente raccolti e polmoniti. E’ in questo simbolo che si rappresenta la stagione morente, ma che nello stesso tempo l’arrivo della primavera dà il seme propiziatorio a quella che sta per arrivare.