All’Odeon di Lumezzane va in scena la violenza sulle donne meridionali

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E’ il dramma delle donne calabresi quello che andrà in scena con “La Borto” giovedì 24 marzo, alle ore 20,45, presso il teatro Odeon di Lumezzane per il penultimo appuntamento della stagione di prosa del complesso valgobbino.

Sul palco sarà protagonista la compagnia “Scena Verticale” con Saverio La Ruina che, solo davanti alla platea e il musicista Gianfranco De Franco alle sue spalle mentre compone dal vivo,  racconterà la cruda realtà dell’universo femminile meridionale spesso succube di mariti e uomini senza scrupoli che vogliono solo usarle per violenze, maltrattamenti e piacere personale e poi lasciarle sole al proprio destino.

L’attore di Castrovillari si ripropone, quindi, in un monologo drammatico e intenso, confermando il successo del precedente “Dissonorata”, anche quello legato alle donne del sud, che gli è valso il doppio Premio Ubu e un altro conquistato proprio per l’ultima produzione come miglior testo italiano e finalista per il miglior attore. Tra i riconoscimenti arrivati anche il “Premio Hystrio” alla Drammaturgia.

Sulla scena, La Ruina è seduto su una sedia, solo e vestito in abiti femminili mentre interpreta un monologo da lui scritto e diretto usando il dialetto calabrese come idioma della sua terra per arrivare dritto al cuore dello spettatore. La protagonista della vicenda è Vittoria, una donna dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschile che la vedono come preda da violentare per poi fuggire dalle proprie responsabilità e, tra le conseguenze più estreme, condurla all’aborto.

Vittoria ha avuto la prima esperienza a tredici anni quando è stata costretta a sposarsi, mentre a ventotto aveva già avuto sette gravidanze con l’ultima non portata a termine per la volontà del marito che la continuava a maltrattare. E’ la storia tipica del mondo femminile meridionale schiantato e oppresso, della rinuncia ai continui contatti sessuali, ribellione delle mogli e l’industria dell’aborto che diventa una valida soluzione per gli uomini di sfruttare la donna senza troppi legami famigliari. Nella sua drammaticità, non mancano però toni ironici e sarcastici tipici delle donne del sud, salvo poi arrivare all’amarezza quando la protagonista di La Ruina racconta lo stesso calvario subito dalla nipote.

Per lo spettacolo fuori abbonamento ci sono ancora posti liberi. I biglietti (14 euro intero, 10 euro ridotto) sono disponibili in prevendita al teatro domani dalle ore 18,30 alle 19,30 e mercoledì anche il mattino dalle 11,30 alle 13. Tagliandi presenti anche nella libreria del Punto Einaudi di via Pace a Brescia.