La guerra in Libia

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Leggo sull’Ansa le notizie che vi riporto.

“Spero ancora in ripensamento” e poi ancora “Per quanto riguarda il momento” in cui l’Italia potrebbe partecipare direttamente alle operazioni militari “noi abbiamo ancora la speranza, visto questo schieramento globale, non solo dell’occidente ma anche del mondo arabo, che ci possa essere un ripensamento da parte del regime libico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa tenuta al termine del vertice di Parigi sulla crisi libica. Si tratta, ha aggiunto, di una soluzione che il premier auspica sia giudicata di propria “convenienza dallo stesso regime” che così può porre fine alle sue azioni contro i civili.

Intendiamoci, non sono un “comunista”, ma mi permetterei di suggerire, al nostro, di rimanere un pò più schiscio sulla questione libica. Non credo che tutti abbiano dimenticato le (vogliamo chiamarle infelici?) scene dell’accoglienza riservata al rais libico non più tardi dell’estate scorsa.

Delle due l’una. O l’abilità della nostra intelligence, che in terra africana ha sempre vantato un’organizzazione di prim’ordine, è andata completamente a puttane, o il nostro non ha ascoltato chi l’aveva sollecitato ad essere prudente nel fare il “ganassa” con un personaggio che non scopriamo solo ora cosa facesse ai dissidenti dal regime.

In nome della realpolitik più sfacciata abbiamo fatto una figura che quel “grande direttore” di Emilio Fede non esiterebbe a definire di m…..

Intanto è notizia di queste ore che gli aerei francesi hanno iniziato a bomberdare postazioni libiche.

E’ guerra. Sappiamo che inizia ora ma non sapremo, fino alla fine, quali saranno i risvolti, quali i vantaggi che la comunità internazionale ed in particolare noi europei trarremo da questo intervento ” a difesa dei diritti umani” della popolazione libica.

Sapete in quante altre parti del mondo dovremmo mandare aerei, navi e soldati per difendere tali inalienabili diritti?