Un Maniva da vivere e inventare

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Il piazzale del Dosso

Sono momenti difficili per tutti. Per mettere in piedi una qualsiasi iniziativa imprenditoriale di un certo spessore bisogna forse essere un po’ matti, mettersi in testa progetti e obbiettivi precisi e avere una capacità fuori dal comune di affrontare i rischi.

C’è però chi ci riesce. Il comprensorio sciistico del Maniva (che poi non è solamente sciistico come ci spiegherà il giovane direttore Stefano Lucchini) sta dando copiosi frutti: “A oggi (siamo a inizio marzo, n.d.a.) abbiamo contato seicentocinquantamila passaggi sugli impianti – spiega Stefano – Ciò significa che sono transitate almeno 65.000 sciatori, calcolando una media di 10 passaggi a testa.

In termini percentuali evidenziamo quindi una crescita del 35 – 40%. L’elemento trainante della crescita è stata peraltro la nuova seggiovia biposto Persole – Dasdana, realizzata in tempi record. Sulla scia di questi risultati abbiamo deciso di tenere aperti gli impianti sino al 25 Aprile”.

Da quando, nel 2004 è stata inaugurata la Locanda Bonardi, si può dire che il Maniva è esploso: oltre 20 milioni di Euro di investimento, oltre 5 Km di piste, uno snowpark e un anello di fondo, due eccellenti punti di appoggio (lo Chalet per il ristoro e la Locanda Bonardi per chi vuole anche pernottare) e una gestione puntuale ed efficiente di tutto l’insieme hanno reso il Giogo del Maniva meta appetibile per turisti di tutte le età.

Il comprensorio del Maniva è quindi diventato il fiore all’occhiello del rilancio turistico dell’Alta Val Trompia, tanto che è stato anche oggetto dell’attenzione di una trasmissione come Mela Verde e richiama turisti non solamente bresciani ma anche dalle province vicine. Attualmente sono una cinquantina le persone occupate (25 agli impianti, una quindicina allo Chalet e una decina alla Locanda Bonardi) ed è ovvia la ricaduta positiva sull’economia locale.

I progetti però non si fermano solamente alla stagione invernale ma prevedono anche un omogeneo impegno estivo. “Stiamo studiando – argomenta Stefano – dei pacchetti estivi che coinvolgano i turisti. Potrebbero essere escursioni a piedi e in bicicletta, visite guidate e didattiche alle malghe, uscite a pesca… Insomma puntiamo anche alla crescita di un turismo estivo che sia in armonia con la natura e con le

I fratelli Lucchini

tradizioni valligiane”.

Il Maniva in effetti conserva un fascino intrinseco, legato alla sua storia, di uomini e guerre, e alla sua bellezza selvaggia, soprattutto oggi che il Dosso Alto si inabissa nelle nubi grigie che ci bagnano di nevischio ghiacciato.