LUMEZZANE – Capanni da caccia abusivi. La “Lac” punta il dito

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Un capanno abusivo trovato a Lumezzane (Lac)

A Lumezzane sarebbero stati costruiti degli appostamenti da caccia abusivi, a poca distanza dalle abitazioni. E’ questa l’accusa lanciata ieri dalla “Lac“, la lega per l’abolizione della caccia, che con un reportage fotografico ha rilevato la zona interessata tra edifici residenziali, aree in costruzione e presunti capanni venatori usati come seconde abitazioni a pochi metri da quelle principali.

“Dopo la corruzione, il nepotismo e la mafia – recita la nota dell’associazione – ora il governo leghista (il sindaco è Silverio Vivenzi, ndr) deve vedersela con l’abusivismo edilizio”. Secondo la Lac, infatti, è fenomeno diffuso tra i molti cacciatori valgobbini realizzare degli appostamenti in aree pur vincolate per legge, a pochi passi dalla propria abitazione, quando in materia edilizia le normative prevedono la possibilità di costruire solo oltre i 100 metri di distanza.

Nel mirino va quindi Lumezzane che, secondo l’associazione, “ignora la palese contraddizione legale dei capanni da caccia costruiti a pochi metri da ville, spesso eleganti e molto curate, seconde case o residenze di villeggiatura dei cacciatori e rispettive famiglie. Nella ricca cittadina industriale della Valtrompia – spiega ancora la nota – la comunità locale di cacciatori è tanto potente da privatizzare intere aree montane, altrove aperte a tutti e qui accessibili solo se autorizzati. Ma, si sa – con un velo di polemica – da queste parti si fa qualsiasi cosa pur di compiacerli”.

La Lac ha raccontato anche di aver trovato “incredibili” casi di capanni trasformati in abitazioni, sollevando l’illecito venatorio oltre a quello paesaggistico-edilizio. In ogni caso il gruppo anti-caccia ha inviato tutto il materiale fotografico alla Procura della Repubblica di Brescia per avviare le indagini e “ripristinare la legalità”.