A Villa Carcina in scena una storia di migranti tra andata e ritorno

0
Il regista e attore Mario Perrotta

Nuovo appuntamento con la “Proposta ’11”, la rassegna teatrale della Valtrompia che sabato 19 marzo, alle ore 21 (ingresso 1 euro), metterà in scena nell’auditorium della scuola media “Olivelli” di Villa Carcina uno spettacolo di storia e sociale.

Si tratta de “La turnàta”, la seconda parte del progetto “Italiani cìncali” che ha avuto grande successo con i minatori andati in Belgio per trovare lavoro e per cui gli è valso il posto da finalista al Premio Ubu 2004 come nuovo testo italiano. Il capitolo in scena sabato racconta, invece, quarant’anni di avventure di una famiglia di Lecce tra la partenza per la Svizzera negli anni Sessanta e il tanto atteso ritorno in Italia visto da un bambino di nove anni diventato grande per un fenomeno che vietava ai migranti di portare moglie e figli nella confederazione. Per questo, l’auto che sta tornando in Puglia trasporta anche il nonno moribondo perchè clandestino.

“Se sei emigrante la prima cosa che devi imparare è distinguere una “enùta” da una “turnàta” – spiega il regista e attore Mario Perrotta – perchè sono due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la enùta (una venuta) dà il tempo solo per ripartire subito e dimenticare, la turnàta, invece, vuol dire che hai raggiunto l’obiettivo e ti sei sistemato”.

Un commento allo spettacolo arriva anche dall’autore del testo Nicola Bonazzi. “Quando si è trattato di raccontare il loro viaggio verso casa – ha detto – ho accomunato questa vicenda allo sbarco sulla Luna avvenuto lo stesso anno (1969): e allora il tragitto per quell’Italia sempre sognata, ma sempre lontana si è trasformato in un’avventura epica. Confine, appartenenza, identità e sradicamento: c’è tutto questo nei 1400 chilometri che dividono la Svizzera e Lecce”.

La coppia è stata premiata nel 2003 con una targa commemorativa della Camera dei Deputati “per l’alto valore civile del testo” e il 13 settembre 2008 con il “Premio Città del Diario” arrivato dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (Ar) e assegnato in passato a Marco Paolini, Ascanio Celestini, Rita Borsellino e, l’anno scorso, a Francesco De Gregori. La rappresentazione teatrale sostituisce lo spettacolo “16.30” programmato per venerdì 18 sempre a Villa Carcina, ma annullato per alcune indisposizioni della compagnia. Nell’occasione avrebbe dovuto esibirsi Angelo Pisani dei “Pali e Dispali”.