La “Proposta” di Sarezzo e Bovezzo racconta storie di donne

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Fine settimana dedicato alle donne quello promosso da “Proposta ’11”, la rassegna teatrale della Valtrompia che tra venerdì 11 e sabato 12 marzo porterà sulla scena due spettacoli sulla violenza contro le figure femminili e l’attività delle adolescenti di guerra costrette a lavorare per mantenere la famiglia. Si tratta di due lavori molto diversi tra loro che, però, vogliono mettere al centro dell’attenzione da una parte le fragilità e dall’altra la forza straordinaria di cui sono dotate.

Il weekend “rosa” si aprirà venerdì alle ore 21, allo Spazio Praticabile di Sarezzo (ingresso 1 euro), con “Buchi nel cuore”, una rappresentazione sostenuta dall’assessorato ai Servizi Sociali della Comunità montana. Si tratta di un lavoro che nasce da un percorso di ricerca sulla violenza contro le donne, una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa e occulta nel mondo che colpisce tutte senza distinzione di età, classe sociale o livello d’istruzione.

La storia, diretta da Pietro Floridia con Angelica Zanardi sul palco, racconta le vicende di una protagonista alla porta che si affaccia dentro una casa quasi per spiare nel proprio passato e nel tentativo, doloroso, di rimettere insieme i frantumi della propria vita e ricostruire un’identità andata a pezzi, un senso o una percezione di sé che le permetta di andare avanti. Al centro dei suoi ricordi c’è sempre l’uomo con cui ha condiviso un sogno d’amore, ha avuto due figli, ma che si è trasformato da marito amorevole in un carnefice con una spirale di violenza psicologica e fisica tra calci, violenze, pugni e spintoni durati quindici anni. Per questo la donna ha dei “buchi” nel cuore che le fanno male, ha commesso sbagli e piange quando si ricorda di essere stata una ragazza felice, giovane e bella con un marito che l’amava. I dottori non la guardano mai in faccia e la gente si volta dall’altra parte come se non esistesse, mentre la donna non riesce a trovare sostegno.

E’ un altro tema, invece, quello raccontato da “Le ore non si contano”, lo spettacolo in programma sabato, alle ore 21 nell’auditorium parrocchiale di Bovezzo (ingresso gratuito), prodotto da “Treatro-terrediconfine” con Franca Ferrari e la regia di Fabrizio Foccoli. La storia vuole ricordare tutte le adolescenti lavoratrici che, tra gli anni trenta e cinquanta, partirono dai loro paesi della Valle per prestare servizio nelle case dei signori benestanti delle grandi città. Per questo vengono prese come esempi Nora che, nel 1945, domestica in una casa di industriali a Milano, seguì le vicende storiche della città o di Maria nata in un posto dominato da montagne e vallate, ma che ricorda di essere partita perché “i panorami non si mangiano”.

Alle loro spalle agisce un coro di sole donne che canta e accenna movimenti di danza per raccontare le emozioni, lo scoramento e la ricerca di felicità di queste giovani in attesa di un destino migliore. E’ una storia attuale, quella descritta dalla scena, che non appartiene solo al mondo di allora, ma arriva ai giorni nostri per far riflettere gli uomini.