VALTROMPIA – La Lega Nord di Sarezzo e Gardone lancia l’allarme contro l’aumento degli stranieri

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Forte preoccupazione per quello che sta succedendo a Sarezzo e Gardone con il pesante incremento degli stranieri. E’ il sentimento presente in un comunicato, diffuso stamattina durante una conferenza, da alcuni membri della Lega Nord dei due comuni triumplini che si sono incontrati al Crocevia con, sullo sfondo, uno stabile dalla facciata gialla a ridosso del fiume Gobbia: una moschea, secondo il Carroccio, sotto le spoglie di un’associazione culturale.

I malumori sono stati espressi dal vicesegretario del partito in Valtrompia, Sergio Belleri, che si è fatto portavoce per chiedere il motivo di un aumento demografico così intenso nei due comuni della valle e perchè non si fosse verificato anche a Villa Carcina e Lumezzane. Una teoria, quella dei leghisti, che si spiegherebbe nella politica. Secondo loro, infatti, i paesi che non hanno subito un così forte impatto migratorio sono quelli che garantiscono maggior sicurezza grazie al governo di centro destra: è il caso di Villa Carcina, appunto, con l’assessore alla Sicurezza Stefano De Carli in quota Carroccio e Lumezzane guidato da Silverio Vivenzi.

Un gruppo di sostenitori della Lega

“La nostra è una posizione di forte preoccupazione, non moderata – ha spiegato il vicesegretario – perchè vediamo che in questi due comuni c’è un grandissimo incremento di popolazioni che fanno riferimento a nazionalità musulmane. Ci chiediamo il perchè, e forse è dovuto al fatto che le amministrazioni non rispettano quelle leggi e provvedimenti che noi vorremmo fossero applicate”. Ed è un malumore, quello leghista, condiviso anche dai diretti interessati consiglieri comunali del partito: da una parte il vicecapogruppo a Sarezzo Stefano Zadra e, dall’altra, la capogruppo Miriam Schena a Gardone.

Il risentimento colpisce diversi ambiti della comunità straniera, in particolare musulmana, esente da leggi e scarsi controlli secondo il Carroccio. Si è parlato, per esempio, di associazioni culturali che all’occorrenza diventano clandestini luoghi di preghiera senza un leader o punti di riferimento, di bambini che spesso lasciano le aule scolastiche per spostarsi in centri di formazione non riconosciuti, di scarsa integrazione con gli italiani e della mancanza di cartelli e segnali che traducano dall’arabo nella lingua nazionale le strutture di loro competenza. L’attenzione, secondo il partito, va a due comunità, presenti in entrambe le città, che svolgerebbero attività diverse da quelle richieste come associazioni.

La "moschea" di Sarezzo

Il riferimento va soprattutto allo stabile saretino di via Valgobbia (l’intestazione è solo in arabo), lontano dal traffico e dal centro cittadino, che durante alcuni momenti della giornata si riempirebbe di adepti alla religione. “C’è una sorta di ambiguità in tutto questo – ha continuato Belleri – perchè a Gardone, per esempio, alcune associazioni culturali chiedono maggiori spazi per la preghiera, ma è una missione che si addice solo alle moschee”.

Una polemica generale, quella del Carroccio, che ha coinvolto anche i consigli comunali con alcune interrogazioni sul caso e la richiesta che vengano applicate le leggi, come quella regionale di Maroni che dà più potere e decisione ai sindaci in materia di sicurezza.