Situazione libica e scambi commerciali con aziende bresciane

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Pil della Libia dal 2008 ad oggi e previsione fino al 2013 (Fonte: IMF World Economic Outlook Database, ottobre 2010)

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Outlook macroeconomico.

Come rileva il Centro Studi di AIB l’economia libica dipende principalmente dai ricavi provenienti dal settore petrolifero, che rappresentano circa il 95% del valore delle esportazioni, il 25% del PIL e l’80% dell’entrate governative. La debolezza del prezzo degli idrocarburi sperimentata nel 2009 ha ridotto le entrate del governo libico e frenato la crescita economica.

Gli ingenti proventi derivanti dal settore oil&gas, unitamente a una popolazione libica relativamente ridotta, determinano uno dei più elevati PIL pro capite dell’intero continente africano, anche se ciò non rispecchia l’effettiva ricchezza di una parte della società, data la forte disuguaglianza nella distribuzione del reddito.

Tuttavia, il governo libico ha approvato una serie di riforme economiche che si inseriscono nel quadro più generale, volto a fornire al Paese un ruolo di maggiore rilevanza nel panorama internazionale. Questo processo ha subito una forte accelerazione in seguito alla revoca generale delle sanzioni decisa dall’ONU nel settembre del 2003, seguita dalla decisione del governo libico, nel dicembre dello stesso anno, di abbandonare i programmi di sviluppo delle armi di distruzione di massa.

Il percorso di liberalizzazione dell’economia, tuttora di matrice socialista, appare piuttosto lungo, anche se alcuni passi concreti sono stati compiuti, come l’entrata nel WTO e l’approvazione di alcuni piani di privatizzazione; ciò ha determinato un’accelerazione della transizione verso un’economia di libero mercato.

I comparti manifatturiero e delle costruzioni, che rappresentano circa il 20% del PIL, sono in fase di rapido sviluppo: infatti, alla tradizionale attività di lavorazione di prodotti agricoli, si stanno affiancando nuovi settori, come il petrolchimico, il siderurgico e il metallurgico.

Le condizioni climatiche ostili e i terreni poco fertili limitano fortemente l’output del settore primario, costringendo la Libia a importare circa il 75% dei prodotti alimentari consumati al suo interno e rendendola quindi vulnerabile nei confronti delle fluttuazioni dei prezzi internazionali di tali beni.

L’escalation dei tumulti popolari, ancora in piena evoluzione, rende estremamente incerto il quadro politico-istituzionale relativo al Paese nordafricano. (Fonte: CIA)

Interscambio commerciale.

Come rileva il Centro Studi dell’Associazione Industriale Bresciana, le esportazioni bresciane in Libia ammontano, con riferimento ai primi nove mesi del 2010, a 25 milioni di euro, in flessione del 10% rispetto allo stesso periodo del 2009 ma in aumento del 72% rispetto al 2008.

Nello stesso tempo, le importazioni, pari nel 2010 a 45,8 milioni di euro, sono aumentate del 170% rispetto all’anno scorso e del 39% nei confronti del 2008. Nel periodo gennaio-settembre 2010 il saldo commerciale risulta quindi negativo (-20,8 milioni), mentre nello stesso periodo del 2009 tale saldo era positivo, per un valore pari a 10,9 milioni.

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La dinamica dell’export verso la Libia ha avuto un andamento divergente con quanto realizzato nel 2010 dalla provincia nel suo insieme (+17% nel periodo 2009-2010 e -23% nel biennio 2008-2010).

I flussi commerciali verso la Libia rappresentano inoltre solo lo 0,30% del totale delle vendite all’estero realizzate dalle imprese bresciane. Tale quota è in aumento rispetto al 2008 (0,13%) ma in modesta diminuzione nei confronti del 2009 (0,38%).

L’export bresciano in Libia ha avuto un andamento relativamente migliore di quanto sperimentato a livello lombardo, dove le vendite nel Paese nordafricano, pari a 285 milioni di euro, sono diminuite del 24% rispetto al 2009 e cresciute del 47% nei confronti del 2008.

Tuttavia le vendite bresciane in Libia hanno registrato un andamento peggiore nei confronti della performance nazionale (+4% fra i primi 9 mesi del 2010 e il 2009) portando la quota dell’export provinciale all’1,37% rispetto all’1,59% del 2009.

A livello settoriale, secondo le rilevazioni del Centro Studi AIB, le esportazioni bresciane in Libia si concentrano nei comparti metalmeccanici, che coprono circa il 90% delle merci vendute: il settore prodotti della metallurgia, con un valore di oltre 8 milioni di euro (pari al 33,2% dei flussi totali), è seguito dai prodotti in metallo (oltre 6 milioni), dai macchinari e apparecchiature (5,5 milioni) e dalle apparecchiature elettriche (1,8 milioni).

Gli investimenti bresciani in Libia, ancora numericamente modesti, sono focalizzati nei settori dell’energia, dell’impiantistica e delle costruzioni. La situazione politica attuale rischia di frenare il potenziale di attrattività di un Paese caratterizzato, fra l’altro, da fattori competitivi come, basso costo dell’energia e del lavoro, e una disciplina fiscale particolarmente favorevole.

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