LUMEZZANE – Cavagna e Bonomi trovano un’accordo forzato “per il bene comune”

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“Una delle pagine più brutte della storia di Lumezzane finalmente si chiude e lascia tranquilla la società sportiva”. E’ la posizione del presidente del Lumezzane Calcio, Renzo Cavagna, che oggi è stato protagonista, anche con toni accesi, con l’ex socio Aldo Bonomi per ratificare l’accordo in una vicenda di carte bollate, giustizia e tribunali iniziata oltre un anno fa. Allo stesso tavolo, oggi in Municipio, erano seduti il sindaco Silverio Vivenzi e la segretaria generale Maria Concetta Giardina, che hanno mediato con pazienza in una difficile trattativa tra le parti.

La vicenda, legata alle condizioni economiche tra gli ex soci e l’attuale dirigenza, era nata quando Aldo Bonomi, a guida della cordata formata da Tarcisio Bonomi, Marco Gnutti ed Ezio Cavagna, aveva chiesto al patron valgobbino la restituzione delle garanzie fideiussorie per 1milione e 230mila euro che i soci avevano messo a disposizione. La risposta ferma e piccata del presidente puntava sul fatto che la cordata avesse messo soldi per amore verso la società e non per un tornaconto economico.

Il presidente Renzo Cavagna

A quel punto la trattativa è finita al tribunale di Brescia dove gli ex soci hanno depositato tre decreti ingiuntivi contro Cavagna per farsi restituire il debito. Il presidente si è difeso presentando conti e bilanci, ma senza andare a processo per il quale sapeva che avrebbe perso. E, a quel punto, sono entrati in scena il sindaco Silverio Vivenzi e la Giardina per trovare un accordo che, però, alla fine non soddisfa nessuno. L’intesa era stata trovata già nel giugno scorso, ma la ratifica è arrivata solo oggi: secondo l’accordo, Renzo Cavagna dovrà sborsare il 30% di quanto richiesto (cioè 450mila euro sul totale) in tre rate, fino al 2014.

L'ex socio Aldo Bonomi

In scena stamattina è andato un altro confronto serrato e ancora molto acceso, oggetto di vecchie ruggini: tra questi il caso Mario Balotelli (non tesserato secondo Cavagna, ma con un guadagno arrivato dall’Inter per la cessione secondo Bonomi), bilanci a rischio fallimento, la gestione Gianbortolo Pozzi, la transizione verso Cavagna e situazioni economiche che hanno dovuto fare i conti anche con l’importante riduzione dei soci. “L’abbiamo raggiunto solo per il bene del Lumezzane – ha commentato il presidente – perchè oggi la società sta facendo bene sul campo e ha bisogno di stabilità economica dopo che l’ho presa in condizioni disastrose nel 2005. Comunque, tutti i soci che se ne sono andati (erano 70, oggi sono sette, ndr) durante la mia dirigenza mi avevano votato all’unanimità”.

Posizione critica anche quella di Aldo Bonomi. “Ringrazio la mediazione del sindaco per una vicenda in cui mi considero derubato di 1milione e 230mila euro, soldi in prestito che oggi devono restituire. La mia famiglia ha investito per vent’anni nella società portandola dalla promozione alla C1 e il nostro contributo lo possono vedere tutti”. Il primo cittadino valgobbino, con la collega Giardina, si è definito “raggiante per come si è conclusa la situazione, seppur con posizioni contrastanti. L’importante – è opinione comune – è il bene di Lumezzane per una società sportiva che continuerà nella gestione calcistica”. La vicenda si chiude qui, ma a giudicare dagli scambi di fuoco tra Bonomi e Cavagna, le vecchie ruggini non saranno rimarginate nemmeno in futuro.