Missione Aib-Cdc di Brescia dal 9 all’11 maggio in Turchia

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La Turchia, 71 milioni di abitanti in continuo aumento, alla quale le imprese bresciane guardano con crescente attenzione sarà la meta della prima missione estera organizzata dall’Associazione industriale bresciana in collaborazione con Pro-Brixia

L’interesse verso quel mercato deriva dal fatto che, come rileva il Centro Studi dell’Associazione Industriale Bresciana, le esportazioni bresciane in Turchia ammontano, con riferimento ai primi nove mesi del 2010, a quasi 150 milioni di euro, in aumento del 52% rispetto allo stesso periodo del 2009 e del 4% rispetto al 2008.

La crescita dei flussi commerciali verso la Turchia è stata particolarmente elevata se confrontata con quanto realizzato nel 2010 dalla provincia di Brescia nel suo insieme (+17%).

Tuttavia, i flussi commerciali verso la Turchia rappresentano solo l’1,77% del totale delle vendite all’estero realizzate dalle imprese bresciane. Tale quota è però in aumento rispetto al 2008 (1,31%) e al 2009 (1,36%), a testimonianza della crescente penetrazione delle nostre merci nel paese turco.

La dinamica particolarmente vivace dell’export bresciano è di gran lunga superiore a quanto realizzato a livello lombardo, dove le vendite in Turchia, pari a oltre 1.426 milioni di euro, sono cresciute del 30% rispetto al 2009 e sono diminuite dell’11% nei confronti del 2008.

Le vendite bresciane in Turchia hanno registrato un andamento migliore anche nei confronti della performance nazionale (+45% fra i primi 9 mesi del 2010 e il 2009) portando la quota dell’export provinciale al 2,57% rispetto al 2,45% del 2009.

A livello settoriale, secondo le rilevazioni del Centro Studi AIB, le esportazioni bresciane in Turchia si concentrano nei comparti metalmeccanici: il settore macchinari e apparecchiature, con un valore di oltre 57 milioni di euro (pari al 38,1% dei flussi totali), è seguito dai prodotti in metallo (oltre 24 milioni), dai prodotti della metallurgia (quasi 20 milioni), dalle apparecchiature elettriche (14,5 milioni), dagli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (11,8 milioni). Il primo dei comparti non metalmeccanici è rappresentato dei prodotti chimici (7,5 milioni).

 Certo anche in Turchia la crisi ha fatto sentire i suoi effetti, con un calo del Pil del 4,7% nel 2009 dopo anni di crescita. Però le riforme adottate e gli aiuti del Fondo monetario, hanno dato una mano alla ripresa. La crescita è stata del 7,8% nel 2010 e le stime indicano un incremento superiore ai tre punti percentuali nel triennio 2011-2013. Il debito pubblico è stato abbattuto al di sotto della soglia del 50% del Pil, le privatizzazioni hanno raggiunto i 50 miliardi di dollari in sette anni. Numeri che, accompagnati ai 174 i miliardi di dollari di investimenti esteri nel Paese, rappresentano tutti buoni motivi per fare della Turchia “un’occasione da non perdere. Un’opportunità a costi ridotti, considerato che la quota di partecipazione alla missione è di 400 euro, grazie alle agevolazioni concesse da Associazione industriale e Cdc”, fanno sapere dall’Aib.

Il programma prevede incontri bilaterali mirati con aziende locali di tutti i settori merceologici. Per le adesioni c’è tempo fino al 18 febbraio.