A Bovezzo la morte dell’agente Nicola Calipari diventa teatro di “Proposta”

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Il nuovo appuntamento di “Proposta ’11 Valtrompia”, in programma venerdì 18 febbraio alle ore 21 (ingresso 1 euro) nell’auditorium parrocchiale di via Paolo VI a Bovezzo, è dedicato al teatro civile con uno spettacolo di attualità che prova a raccontare il sequestro in Iraq della giornalista de “Il manifesto” Giuliana Sgrena (presente in sala) e la sua drammatica liberazione costata la vita all’agente dei servizi segreti che l’accompagnava.

Con “Il viaggio di Nicola Calipari”, Fabrizio Coniglio, giovane e promettente attore e regista, cerca in questo lavoro di riprendere quel percorso tragico che portò all’uccisione dell’agente di sicurezza dopo l’estenuante trattativa andata a buon fine per la liberazione della giornalista. Lo spettacolo parte, quindi, dal rapimento e prigionia di Giuliana Sgrena (come il rapporto con i rapitori, gli aneddoti, la paura e la speranza) per poi raccontare tutti gli stati d’animo raggiunta la libertà: la gioia, l’incontro con Nicola e il viaggio verso l’aeroporto di Baghdad. Poi la scena prosegue con quegli spari del “fuoco amico” che all’improvviso bloccano i due nel buio a un posto di sorveglianza. E la gioia e l’euforia diventano tragedia, incredulità e danno un senso di impotenza.

Il viaggio si chiude con un’ipotesi di tribunale tratta dai documenti ufficiali che rendono conto sia della versione americana che di quella italiana sui fatti del 4 marzo 2005. Si confrontano le dichiarazioni della giornalista con quelle del mitragliere americano Mario Lozano che sparò, ma anche le omissioni e contraddizioni della ricostruzione fornita dall’esercito statunitense. Lo spettacolo vuole condurre il pubblico a una riflessione sul desiderio di giustizia e verità più che portare verso sentimenti antiamericani.

Il contenuto della scena, comunque, è tratto da documenti autentici: il diario di prigionia di Giuliana Sgrena, le frasi e i commenti originali di Nicola Calipari e il rapporto sulle dinamiche dell’incidente tratto dal documento ufficiale della delegazione Italiana in Iraq composta dal generale Capregher e dall’ambasciatore Ragaglini. La scelta di Coniglio punta più su un resoconto giornalistico che teatrale, senza prese di posizione e giudizi, ma solo con una narrazione continua fino alla fine.