Confartigianato: le attivita’ svolte nel 2010

0

 “Nel corso del 2010 Confartigianato Imprese Unione di Brescia ha continuato, con determinazione, a percorrere la strada della qualità dei servizi e delle attività di rappresentanza. Questo con l’obiettivo di soddisfare le aspettative dell’imprenditore-persona: sostegno alle scelte e al rischio d’impresa, bisogno di espressione politica, voler “contare” e essere ascoltati. Ciò perché gli artigiani sono si delle piccole aziende, ma coscienti di essere indispensabili al Paese. Abbiamo cercato di essere chiari e di essere decisi nell’indicare le esigenze di sviluppo delle imprese che Confartigianato rappresenta” – dice Eugenio Massetti Presidente dell’Organizzazione -.

Ci siamo battuti affinchè potessimo ripartire dopo questa crisi dal Made in Italy , la ricchezza del nostro Paese, “il nostro petrolio”. Il saper fare delle nostre imprese è un patrimonio troppo radicato e prezioso per poterne fare a meno. Un marchio che oggi è stato recepito dall’Unione Europea, con la specifica Made In Comunitario.

La crisi ha colpito duramente soprattutto il sistema manifatturiero che nel 2009 ha visto un calo del 18,4% della produzione e una flessione del 19,1% dell’export, ed il 2010, nonostante le rassicurazioni politiche ha visto questi dati inasprirsi ulteriormente. Ed il 2010 è stato ancora peggio.

Brescia è stata la prima a richiedere al Governo misure straordinarie per la libertà di impresa che prevedono, anche attraverso la modifica dell’art. 41 della Costituzione, la sospensione, prima sperimentale e poi a regime, delle autorizzazioni per le PMI, la ricerca e le attività artigiane. Lo ripetiamo da anni. “Liberiamo l’impresa dai lacci e lacciuoli della burocrazia”, recuperiamo il grave ritardo rispetto all’Europa, eliminando i controlli ex ante sull’attività di impresa a favore del rafforzamento di controlli pubblici ex post, così come avviene in molte democrazie liberali.

Altrettanto importante un progetto di legge all’esame della Commissione Attività Produttive della Camera firmato da oltre 130 parlamentari di tutte le forze politiche dal titolo evocativo “Norme per la tutela del la libertà di impresa – Statuto delle Imprese” che, ci auguriamo, possa essere rapidamente approvato e per l’approvazione del quale lavoriamo da tempo.

Siamo il Paese con la più alta densità imprenditoriale al mondo ma anche con il maggior numero di ostacoli alla libertà d’impresa. Per questo la proposta di legge si pone come una rivoluzione copernicana nel porre le micro e piccole imprese al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese.

Non è sufficiente intervenire solo sulle norme preesistenti, senza fare sul serio innovazione legislativa costruendo fin da subito le nuove regole secondo principi di gradualità, specificità, proporzionalità e sostenibilità economica ed organizzativa in base alle dimensioni dell’impresa e del settore d’attività. L’esperienza in materia ambientale insegna: nel caso del Sistri, il Ministro Prestigiacomo ha definito un provvedimento di correzione delle norme, che finalmente tiene conto delle dimensioni delle imprese per l’attribuzione degli oneri. Ma in realtà il Sistri si è trasformato in un boomerang per le stesse imprese, come una sorta di nuovo balzello. Ed allora: perché non introdurre un principio generale in base al quale ogni nuova norma deve essere a costo zero non solo sul bilancio dello Stato ma anche sulle imprese cui si applica? In pratica, basterebbe che l’approvazione di ogni provvedimento – di Stato, Regioni, Enti Locali – fosse condizionata alla prova dell’invarianza di costi ed oneri per l’impresa.

“Ci siamo impegnati – continua Massetti – affinché il Governo prosegua nella semplificazione burocratica. Liberare dai 15 miliardi di zavorra burocratica le Micro e Piccole Imprese aumenterebbe la produttività del 5,8%.

La Pubblica Amministrazione italiana si fa attendere in media 128 giorni, vale a dire 61 giorni in più della media Ue. Le imprese private committenti onorano i loro debiti nei confronti dei subfornitori in 88 giorni, con un ritardo di 31 giorni rispetto ai competitors europei, disattendendo così le norme comunitarie e nazionali sui tempi di pagamento.

Ci vogliono cinque anni per chiudere una causa civile, 8 per un fallimento. Alle imprese tutto questo costa oltre 2mld all’anno.

E’ quindi necessario che il Governo avvii una riduzione del carico fiscale sulle imprese, in modo tale da facilitare le aziende.

La Confartigianato di Brescia si è riorganizzata al meglio, per soddisfare al meglio le esigenze dei suoi associati, riorganizzato l’ufficio Formazione, in collaborazione con Elfi, per supportare al meglio i corsi a favore dei dipendenti in Cassa Integrazione ed avviato un piano di sviluppo per l’aggiornamento professionale e l’avviamento a nuovi mestieri più richiesti dal mercato. Nel corso del 2010, hanno raggiunto la cifra record di 3600 ore di lezione, per un totale di 720 alunni e 61 corsi diversi.

Le problematiche che hanno colpito tutti i settori, per via della Crisi, ci hanno portato a riorganizzare tutta la sezione categorie creando uffici più strutturati, ed organizzati, con personale specializzato. Si è dato un nuovo assetto alla Segreteria Generale con la nomina del nuovo Segretario Carlo Piccinato.

Le nuove normative di ordine energetico ed ecologico, hanno spinto la Confartigianato a riorganizzare completamente la propria area ambiente, che oggi conta 15 persone, a cui vanno aggiunte tutte le collaborazioni esterne.

Nel corso dell’anno sono state adeguate alle nuove esigenze anche le aree fiscale e paghe, che oggi offrono servizi ad oltre 6.000 aziende.

Convegni promossi a più livelli con esperti e docenti di Economia, di Sociologia, della Politica del lavoro, della Scuola e della Comunicazione. Un progetto con risvolti aggregativi che ben si sposa nel contesto attuale di trasformazione, di riprogettazione dei modelli di sviluppo e di profondi cambiamenti socio-economici. Ciò ha permesso alla nostra Organizzazione di giocare il ruolo di incubatore di proposte non solo verso il comparto bensì nei confronti della società civile. Un laboratorio di idee e di esperienze che sappia ridisegnare un modello di rappresentanza adatto ai tempi e che deve essere al centro della rappresentanza di interessi dell’impresa, ma anche al centro dell’attenzione del mondo della politica e dei media. E’ in ballo la nostra capacità di svilupparci, di consolidarci e competere su un mercato complesso.

Positiva l’intesa con il Comune di Brescia, che ha permesso di rivedere l’apertura del centro storico, riorganizzare la viabilità e DUC, per la rivitalizzazione del Centro Storico.

Buono il rapporto con l’Amministrazione Provinciale, con la quale abbiamo sbloccato progetti di collaborazione, come ad esempio il patto per la Valle Camonica, o in ambito formativo. Con l’Assessorato alle attività produttive abbiamo stipulato accordi, al fine di sostenere alcune situazioni in crisi, concedendo la cassa integrazione in deroga.

Massima collaborazione anche con la Camera di Commercio, in cui Confartigianato oggi esprime un membro in Giunta e uno in Consiglio.

Abbiamo riproposto a pieno titolo Brescia, nella plancia di comando regionale e nazionale, con il presidente Massetti, che oggi è vice presidente di Confartigianato Lombardia. Infine, tra le altre cose, l’impegno nel Cenpi (Confartigianato Energia per le Piccole Imprese), di cui Massetti è Presidente, che consente di far risparmiare alle imprese sul fronte dei costi di gas ed energia.

Nel corso dell’anno la Cooperativa Artigiana di Garanzia è stata a fianco degli artigiani, come supporto concreto, in un momento di difficoltà finanziaria generale.

Da gennaio è iniziato il semestre a guida Confartigianato di Rete Imprese Italia, per un ulteriore spinta, anche a Brescia, dell’attività che la compongono.