LUMEZZANE – Giornata della memoria e foibe “unite” per i giovani

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Sul calendario si trovano uno a quasi due settimane dall’altro, ma per Lumezzane e l’assessorato alla Cultura che le celebrano in una doppia veste inedita, quel che conta è il messaggio finale contro la violenza e i totalitarismi, soprattutto se rivolto ai ragazzi.

Anche la Valgobbia, infatti, si unisce alla celebrazione della Giornata della Memoria, in programma giovedì 27 gennaio e poi, per la prima volta, con un programma dedicato in ricordo delle foibe l’8 febbraio. Patrocinato dal Comune, in collaborazione con la biblioteca “Felice Saleri”, il 27 andrà in scena lo spettacolo “Voci e volti di pace. Parole e musica per non dimenticare”: una messinscena trasversale e che usa tutte le forme di linguaggio, dagli strumenti musicali appunto, alle testimonianze di chi ha passato parte della propria vita e ne è uscito segnato dai campi di sterminio.

Gli studenti sono il target principale cui lo spettacolo vuole arrivare ed è per questo motivo che la stessa rappresentazione, in scena al teatro Odeon, sarà proposta prima alle seconde medie e alle scuole superiori della città chiamate alle ore 10 e poi al resto della platea la sera dalle 20,30. Parole e musica saranno interpretate dal soprano Gloria Busi, dal violoncello di Claudio Marini, Paolo Ghisla al flauto e Barbara Da Parè all’arpa: il palinsesto di armonie sarà formato da dieci brani che toccano tutti gli stili, da Kurt Weill a Nicola Piovani, da Bach a Debussy, da John Williams a Tommaso Ziliani, Astor Piazzolla e Marcel Tournier.

Nel mezzo lo scrittore Anselmo Palini e l’attrice Sara Venosta reciteranno alcune testimonianze tratte da lettere o libri scritti dai “marchiati”. Tra i tanti, “Se questo è un uomo” di Primo Levi, che rappresenta il testo di riferimento della Shoah, una lettera di tredici docenti universitari contro il fascismo, una poesia di Berlino Tegel scritta dal carcere, alcuni testi contro Hitler e una rilettura di don Primo Mazzolari. La seconda iniziativa, in programma martedì 8 febbraio in memoria della strage delle foibe, prevede un’altra collaborazione tra l’assessorato alla Cultura valgobbino e la biblioteca di via Montegrappa che darà vita a “Storie nella Storia”, curato e portato ancora sul palco del teatro Odeon dall’attrice bresciana Laura Mantovi.

Anche per questa occasione la rappresentazione sarà replicata in due momenti: alle ore 10 per le scuole e alle 20,30 per tutti. L’obiettivo nelle due tristi ricorrenze è usare il teatro come mezzo di espressione e comunicazione per portare al pubblico quelle storie che non dovrebbero essere dimenticate. L’ultimo evento racconta, con un percorso bibliografico approfondito, le vicende dei territori Istriano, Giuliano e Dalmata dal periodo romano al trattato di pace del 10 febbraio 1947. “Questi spettacoli artistici – ha sottolineato l’assessore Lucio Facchinetti – vogliono dare soprattutto ai ragazzi, che in molti non conoscono la storia, un messaggio di unitarietà contro ogni forma di violenza e totalitarismo in passato dominante negli istinti umani”.

1 Commento

  1. Non ha molto senso celebrare la Memoria dell’Olocausto (27 gennaio) insieme al Ricordo di Esodo e Foibe (10 febbraio). Sono due vicende storiche distinte, anche nei tempi (i delitti a danno di istriani e dalmati si protrassero ben oltre la fine della guerra), oltre che nelle motivazioni.
    La celebrazione congiunta è inadatta soprattutto per le scuole, dove la stragrande maggioranza degli studenti ignora completamente cosa siano state le Foibe.
    Al massimo, queste commistioni inducono ulteriore disinformazione, come quella di chi ha definito la Foiba “una voragine in cui sono stati uccisi gli Ebrei”.
    Cerchiamo di essere pratici e di non coniugare al peggio ignoranza e disorganizzazione.

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