La frana di San Colombano

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La siruazione a novembre

Turismo in Valtrompia. Una frase che da decenni ricorre ogni qualvolta un ente pubblico o privato un’associazione, un consorzio, un gruppo o qualsivoglia realtà locale, mette in cantiere iniziative legate al territorio, sotto il profilo paesaggistico, artistico, sportivo, enogastronomico.

Tutto è funzionale alla promozione di una Valle che molto ha da offrire, soprattutto l’Alta Valtrompia che conserva monumenti storici di grande pregio, paesaggi di indubbia bellezza, boschi e sentieri tutti da scoprire.

 Privati ed Enti pubblici si danno da fare, d’estate e d’inverno e, negli ultimi anni, si deve riconoscere che le iniziative messe in cantiere hanno premiato l’impegno di quanti hanno organizzato, a vario titolo, appuntamenti finalizzati a creare un nuovo rapporto col territorio. Va tutto bene fin che non ci si mette di mezzo la fatalità, leggi calamità naturale. Il territorio triumplino, si sa, è estremamente friabile ed ecco che bastano precipitazioni piovose di una certa intensità per causare frane e smottamenti che provocano, spesso, l’interruzione di strade di primaria importanza. E’ successo a metà novembre scorso quando, in Gombio di Polaveno, in località Mantoa, una massa di fango e detriti è scivolata verso il basso alle spalle di un’abitazione di via Pascoli; in quell’occasione, in attesa della messa in sicurezza della superficie franata, il sindaco Fabio Peli dispose  l’ordinanza di sgombero per 5 famiglie. L’emergenza era rientrata nel giro di pochi giorni.

E’ ancora emergenza, invece, a S.Colombano dove, nella stessa giornata, in località Cavada, di fianco al cimitero, una frana ha invaso la sottostante carreggiata rendendo parzialmente isolata la frazione colliense. Ed ecco che la parola “turismo” si abbina allo sconforto degli abitanti della zona e dei numerosi sciatori che si recano in Maniva.

La frana di metà novembre, di fatto, isola ancora la frazione che necessariamente si deve attraversare per raggiungere la stazione sciistica del Maniva. Subito dopo lo smottamento la ditta incaricata dalla Provincia ha provveduto a realizzare una bretella alternativa che, dal versante destro del Mella, si ricongiunge a S.Colombano in località Naanì.

Uno stretto ponte privato che consente il transito di un solo mezzo mentre per i camion e i pullman il passaggio non è possibile. Autobus  e mezzi pesanti sono costretti a fermarsi prima del ponte, scaricare passeggeri e materiali quindi, servendosi di autovetture di modeste dimensioni, proseguire verso S.Colombano. Nel frattempo resta ancora interdetto al transito il tratto di strada interessato dallo smottamento, ancora invaso dal materiale franato.

Facile immaginare le reazioni della gente del posto.

Da più parti si sollecita chi di competenza  ad un intervento più celere che consenta una viabilità più snella dal momento che il disagio si riflette sia sui residenti sia per quanti debbono raggiungere l’estrema località dell’Alta Valle. Perdite di tempo e disagi vengono esternati dagli  alunni che utilizzano i mezzi di trasporto per andare a scuola, dagli autotrasportatori costretti a lasciare il carico incustodito e raggiungere poi in auto le proprie abitazioni e dagli sciatori che, per  recarsi sulle piste del Maniva, si debbono sorbire lunghe code e rallentamenti per raggiungere gli impianti.

La situazione a metà dicembre

 “Siamo figli di nessuno – dice Piero Zanini – il privato investe sul turismo ma, inesorabilmente, l’Ente pubblico, in questo caso la Provincia, sembra essere sordo; in tutto questo tempo si sarebbe potuto intervenire con reti di protezione sul versante dello smottamento e, quanto meno, si sarebbe potuto liberare dai detriti il tratto di strada provinciale ancora invaso dal materiale franoso. La rabbia – conclude – cresce di giorno in girono”. Senza entrare nel merito di interveti e competenze viene spontanea una considerazione: quando la materia prima è abbondante (la neve)  e tutte le premesse sembrano favorevoli ad una buona stagione turistica invernale la natura ,è vero, ci mette lo zampino ma… anche l’uomo non fa nulla per facilitare le cose. E si continua parlare di turismo in Valtrompia….

Non resta che l’augurio di un 2011 foriero di buone nuove.