Calzaturieri in rete con “Calegheri 1268”

0

di Pia Grazioli

“Calegheri 1268”. Si chiama così la dodicesima intesa italiana siglata questa volta da tre aziende calzaturiere della Riviera del Brenta e da un’impresa dell’Emilia Romagna nell’ambito del Contratto di Rete, introdotto dal Decreto incentivi del 2009 e che consente alle Pmi italiane di realizzare in forma aggregata progetti per accrescere competitività e innovazione.

Il nome della Rete del calzaturiero – Gritti srl di Fossò, Moda di Fausto spa di Vigonovo, B.Z. Moda di Stra e Bruno Magli spa di Bologna – trae ispirazione dalla Confraternita dei Calegheri fondata nella seconda metà del XIII secolo dai calzolai veneziani a tutela della propria arte e delle proprie produzioni artigianali. L’obiettivo dell’intesa, firmata il 6 dicembre e presentata questo pomeriggio nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana da Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria per le Politiche territoriali e i distretti industriali – è quello di costruire insieme un nuovo approccio al mercato internazionale della distribuzione al dettaglio, unendosi in un progetto per l’apertura di outlet e punti vendita in Italia e all’estero.

 “Il 98,5% delle imprese italiane – ha spiegato Bonomi – sono Pmi che, proprio a causa delle piccole dimensioni, incontrano grosse difficoltà sul fronte dell’internazionalizzazione e dell’innovazione. Il Contratto di rete dà a queste imprese l’opportunità di lavorare insieme sui mercati, continuando però a mantenere l’autonomia decisionale di una piccola azienda”.

L’idea che ha portato allo sviluppo della Rete dei calzaturieri nasce sulla Riviera del Brenta, tradizionale distretto italiano della calzatura di fascia alta, ed è stato sostenuto da Acrib (Associazione Calzaturifici Riviera del Brenta), Confindustria e dalla società di consulenza padovana Modulo Marketing.

“Piccolo è bello, ma si rischia di non andare da nessuna parte – ha sottolineato in chiusura il presidente di “Calegheri 1268” Mauro Zampieri –. Il Contratto di rete rappresenta uno strumento innovativo, in grado di cambiare davvero la storia delle Pmi in Italia. Ecco perché bisogna crederci”.