Bcc, la crisi è un’opportunità per avvicinare banche e imprese

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Gli effetti della crisi economica, originata nel 2008 dall’implosione dei mutui sub prime americani e diffusasi poi rapidamente come una pandemia a livello planetario, stanno ora manifestandosi in tutta la loro drammaticità anche nella nostra economia reale. Disoccupazione in aumento, boom nei ricorsi alla cassa integrazione, crescita delle insolvenze, pignoramenti e ipoteche giudiziali a tappeto, fallimenti a catena e via discorrendo.

 Questo quadro congiunturale dalle tinte fosche è altresì aggravato dalle difficoltà oggettive nelle quali versa il sistema bancario, impegnato a sua volta a fronteggiare la necessità di aumentare i patrimoni aziendali delle singole banche al fine di soddisfare i sempre più stringenti requisiti imposti dalle normative comunitarie (leggasi Basilea 1,2 e 3) e decisamente meno attento e sensibile nel sostenere le molteplici richieste di sostegno finanziario avanzate dalla clientela sia essa privata che professionale.

Solo le multinazionali e le grandi imprese quotate in borsa (che in Italia sono meno di quante ne vorremmo) attraverso l’emissione in proprio di obbligazioni rivolte al mercato sono riuscite ad acquisire, spesso a tassi elevati, la liquidità necessaria a garantire la continuità economico finanziaria. Le famiglie, gli artigiani, i commercianti e le piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura produttiva del nostro sistema Paese, hanno dovuto necessariamente ricorrere, laddove possibile, all’utilizzo dell’eventuale risparmio e delle riserve accumulate negli anni passati o accendere nuovi debiti e finanziamenti. Le famiglie italiane, da sempre esemplari nella capacità di risparmiare, negli ultimi anni hanno invertito la virtuosa tendenza, ricorrendo da un lato al capitale accumulato per finanziare le spese correnti e dall’altro riducendo la capacità di generare nuovo risparmio. Del resto il risparmio privato negli ultimi anni è stato intaccato da più eventi quali il crollo delle borse, le insolvenze di obbligazioni emesse da Stati (si pensi all’Argentina e all’Islanda) e società quotate (Parmalat, Cirio e Lehman Brothers solo per citarne alcune) e la drastica riduzione dei tassi percepiti dagli investimenti tradizionali (conti correnti, depositi a risparmio, certificati di deposito, obbligazioni bancarie, titoli di Stato e buoni postali).

Sul fronte artigianale e industriale, la prassi consolidata della sottocapitalizzazione delle imprese ha fatto trovare del tutto impreparate le stesse, prive di mezzi propri adeguati, di fronte alla crisi generale e all’agguerrita e non sempre leale concorrenza dei Paesi emergenti, tra i quali il ruolo da protagonista negli ultimi anni è stato quello dell’economia cinese. In questo scenario complesso, la politica economica nazionale ha faticato non poco ad individuare le priorità d’intervento e le risorse economiche necessarie ad attuare gli interventi in quanto lo Stato a sua volta è alle prese con annosi problemi di bilancio e di rispetto dei rigorosi paramenti comunitari.

 In questo contesto il Sistema del Credito Cooperativo italiano, costituito da oltre 400 Bcc locali e 4.000 sportelli bancari, ha proseguito e laddove possibile intensificato la propria azione e il proprio ruolo di banca di riferimento del territorio. I dati ufficiali pubblicati dalla Banca d’Italia evidenziano la crescita delle Bcc che hanno progressivamente acquisito quote di mercato dalle grandi banche, al punto tale che a livello di marketing e comunicazione anche queste ultime hanno iniziato a parlare di territorio e dell’importanza dell’essere locali. La forza delle Bcc tuttavia non è nelle dichiarazioni d’intento o nelle campagne pubblicitarie ma nella reale prossimità alla propria clientela, nel sostegno delle iniziative promosse dal proprio territorio e nelle salde relazioni che si costruiscono nel tempo e con la coerenza dell’operato.

 A sua volta la Bcc della Valtrompia, nata a Bovegno 113 anni fa – anche grazie alla collaborazione con Enti, istituzioni locali e associazioni di categoria – ha promosso molteplici iniziative di sostegno dell’economia locale rivolte alle famiglie, agli artigiani e alle piccole medie imprese. Ultima in ordine temporale è l’iniziativa tuttora in corso rivolta alle imprese per finanziare a condizioni vantaggiose il pagamento delle tredicesime, delle tasse e dei contributi previdenziali dei dipendenti relativi all’anno in corso.