VALTROMPIA – Nel dolore e nella gioia: la famiglia Lions si avvicina ai 50

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di Pattizio Ferraglio

È nel silenzio che inizia la Charter dei Lions. Nel silenzio e nella penombra. Mentre scorrono le immagine dei quattro soldati uccisi in Afghanistan. La Sala degli Specchi di Castello Malvezzi è congelata, immobile, ammutolita; ogni movimento è inibito ma i cuori ribollono di sentimenti contrastanti.

Ancora una volta la Julia piange sul sangue versato dai suoi ragazzi e con essa piangono stasera i membri dei Lions per i quali Patria, Dovere, Libertà rappresentano una sacra triade. È il 20 ottobre. Il Lions Valtrompia celebra i 49 anni di fondazione (“…e 7 giorni” precisa il puntuale cerimoniere Roberto Benevenia). Mentre le trombe degli Alpini fanno da sfondo alle immagini dei quattro soldati e il coro accompagna i feretri intonando ‘Dio del cielo’ ciascuno si confronta con i propri pensieri, con le proprie speranze, con le proprie forze, con la propria voglia di lasciare un mondo migliore per quanto imperfetto. Orgoglio e tristezza sono i sentimenti che pervadono i cuori: orgoglio perché, al di là delle motivazioni personali, delle polemiche e delle dietrologie, vi sono ancora figli d’Italia (di quest’Italia, matrigna e a brandelli ma ancora solidale) che spendono le loro vite per ideali di giustizia e di pace; triste perché fanatismo e guerra rendono quanto mai arduo e doloroso il percorso dell’umanità verso l’affermazione della persona, dell’uomo come essere dotato di spiritualità. Cosa avrà pensato, nei lunghi minuti di commiato dai quattro eroi, Carlo Zamboni, gagliardo ultraottantenne, reduce, fondatore del Lions Valtrompia? Carlo ha una storia alle spalle fatte di trincee prima al fronte e poi, come farmacista di Lumezzane, nella vita quotidiana di una realtà passata brevemente, in una generazione, dai bisogni all’opulenza, dal lavoro da schiavi al lavoro da (figli di) padroni. Carlo il grande saggio di Lumezzane e non solo in ambito Lions; Carlo che ti sorride da lontano con un faccione giovialmente inquisitore; Carlo che in questa serata è stato premiato con la Melivn Jones Fellow, la più alta onorificenza del Lions Club International Foundation; Carlo che tornato dalla guerra ha ritrovato la voglia di vivere in pieno la sua vita e non limitarsi a una sopravvivenza statica, grazie ai Lions; Carlo che è diventato Carlo grazie alla moglie Maria. Maria e Carlo: una coppia che le trincee le scavalca a saltoni, anche oggi che hanno passato gli anta…

Padre Nazareno Panzeri, cappellano militare alla caserma dei carabinieri di piazza Tebaldo Brusati, nonché professore di lettere, architetto e scultore, ha benedetto quattro Tricolori che verranno consegnati a quattro scuole della Valle quali vessilli per i ragazzi d’oggi attesi a un arduo, lungo e silenzioso cammino di identità e condivisione.

La serata si è poi sviluppata lungo le direttrici del cerimoniale; due nuovi membri sono entrati a far parte della famiglia Lions che conta un milione e quattrocentomila persone sparse per il mondo: l’avvocato Nicola Perrotti (nato il 16 giugno del ’76) che, tra le altre attività, è anche presidente dell’ANPAM (Associazione Nazionale Produttori di Armi e Munizioni) e Gian Battista Guerrini (nato il 4 gennaio 1956) che ricopre importanti incarichi amministrativi in varie società. È stato premiato Mario Giacomelli tenace e indefesso animatore delle attività sciistiche del gruppo.

I Lions a fine serata si disperdono inghiottiti dal buio di questa notte d’ottobre quasi tiepida, rinforzati e pronti a raccogliere nuove sfide e a portare il loro contributo sociale e morale al mondo.