LUMEZZANE – Una grande mostra storica sul “Teatro dei Burattini”

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di Bruno Poieri

Una grande mostra storica sul “Teatro dei Burattini” sarà allestitta presso il Centro Arcadia di Lumezzane Pieve a partire dal 5 dicembre. Durerà quasi due mesi e terminerà a fine gennaio del prossimo anno. E’ un’opportuità interessante per tutti coloro che fossero interessati a conoscere questo mondo che affascina ancora bambini e adulti Il percorso della mostra è realizzato per far si che il visitatore si renda conto di quello che è stato ed è ancora oggi un Teatro dei Burattini.

Sono proposti 200 burattini delle più importanti scuole Italiane del 1900. Burattini che rappresentano tutte o quasi le maschere regionali più importanti, realizzati dai alcuni dei più grandi protagonisti del Teatro Minimo Italiano, ormai quasi tutti scomparsi e che grazie alla loro abilità sono entrati nella storia di tutto il Teatro Italiano. E’ importante ricordare che tutti questi “grandi” erano anche costruttori e spesso anche inventori di queste maschere, e ne curavano oltre alla scultura; la pittura, i vestiti, gli scenari, i copioni e tutto il resto. Sappiamo che i burattini erano e sono molto in uso soprattutto nell’Italia Settentrionale e più specificatamente in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli ma soprattutto in Emilia Romagna, dove la presenza di grandissimi burattinai, fece nascere vere e proprie scuole.

Nella mostra sono presenti i burattini di molte di queste scuole: Bergamo, Brescia, Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma e Trieste. A Bergamo nasce nei primi anni dell’800, Gioppino, celebre per i suoi tre gozzi, per la sua fame (di polenta e uccelli) e per la facilità con cui usa il bastone contro ogni sopruso e ingiustizia. Gioppino sarà adottato anche da tutti i burattinai bresciani che tanto hanno contribuito alla fama del “gozzuto”.

Ultimo grande interprete di Gioppino è stato Benedetto Ravasio (Bg 1915-1990) del quale nella mostra incontriamo oltre a Gioppino, Colombina e Tartaglia. Sempre di Scuola bergamasca è Pasquale Brignoli (1896-1969) i cui burattini sono stati recuperati in Francia, dove era esiliato nel periodo fascista. Uno dei burattinai bresciani che usò Gioppino fu Guido Setti (1911-1985). Il Setti fu per 55 anni coadiutore salesiano, emulo del sacerdote bergamasco il Beato Palazzolo, insegnò ai suoi ragazzi l’arte gioppinoria, convinto che con le teste di legno si potessero imparare tante cose e soprattutto a vivere.

Di grande importanza nelle vetrine un “Gioppino” di Giordano Ferrari (1905-1987) che abbiamo voluto insistentemente anche se la maschera non era proprio ben vista a Parma che aveva come vedremo grandissimi protagonisti di grande successo. Di Modena era Sandrone, grande bevitore e personaggio sempre teso a raccontare spropositi madornali ed a elargire consigli e insegnamenti a tutti. Due i mostri Sandroni, due veri e propri capolavori, di Giordano Ferrari e Demetrio Presini (Bo 1919-2002). La Scuola Bolognese ha in Fagiolino e Sganapino i protagonisti assoluti. Fagiolino è la gioia di vivere in persona. Svelto nel ragionamento, è sempre generoso e gioviale anche se spesso usa il bastone. I nostri Fagiolino sono del bolognese Demetri Presini e del modenese Cesare Maletti. Sganapino, amico inseparabile di Fagiolino, naturalmente bolognese, rappresenta la furbizia e la modestia e per battere i suoi nemici usa la scopa.

Ebbe molto successo anche a Modena tanto che Maletti (1929-1992) lo ebbe interprete fisso nel suo teatrino. Bargnocla di Parma creato nel 1914 da Italo Ferrari (1877-1960) è caratterizzato da un grosso bernoccolo sulla fronte. Il nostro è stato realizzato da Giordano Ferrari figlio di Italo. Arlecchino, bergamasco, è certamente una delle maschere più internazionali del Teatro Italiano, se ne ammira due, uno di Maletti e l’altro di Giordano Ferrari. E poi Balanzone, Gianduja, Pulcinella di grandi artisti, anche se nel teatro dei burattini sono meno importanti dei Diavoli e dei Banditi. Di notevole interesse 56 burattini con tutti i personaggi indispensabili ad un burattinaio per rappresentare tutte le sue commedie, creati dallo scultore Pietro Avanzini di Borno, dipinti dal pittore bresciano Eugenio Busi e vestiti dalla signora Giuseppina Giori, mamma di Busi.La vetrina alla quale siamo più affezionati è quella dei burattini (animali) in gomma- piuma nati nei laboratori di Mariano Dolci (Belgrado 1937-) nelle scuole con i bimbi e soprattutto nelle comunità con giovani con grossi problemi di svariati tipi e che rappresentano la volontà di imparare dei più piccoli e la volontà di ritornare a vivere dei più grandi.Nella nostra mostra incontreremo un numero di fondali per il teatrino dei burattini, creati e dipinti da Tancredi Muchetti (Soiano del Lago 1932) ultimo discendente della grande Compagnia Marionettistica dei Muchetti nata a Montichiari nel 1775 e che ha rappresentato migliaia di spettacoli fino al 1960 anno in cui ha terminato la sua attività.

Ed infine per far comprendere quanto siano geniali i nostri burattinai vengono proposti due teatri: uno francese con Guignol, Gnafron e Madelon, i più importanti interpreti di tutte le storie di quel paese; l’altro inglese con Punch and Judy anche in questo caso unici interpreti, peraltro mai simpatici e divertenti, del teatro inglese. Spero che tutti i visitatori proveranno l’emozione che provo io ad ogni mostra. Per programmare visite guidate, anche per le scuole si può, fin d’ora, telefonarmi al 3395639750.