«Noi sicuri», gli speed check che azzerano gli incidenti

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Sono arancioni e blu, campeggiano sul ciglio della strada e stanno mietendo “vittime psicologiche” tra gli automobilisti. Sto parlando degli speed check, quelle colonne in realtà contenitori, di fronte ai quali gli autisti rallentano per rispettare il limite di velocità indicato. Ed è una grossa novità, visto che gli italiani al volante corrono più dei loro colleghi europei, non rispettano i limiti, sono distratti alla guida e commettono più infrazioni. Se n’è parlato nei giorni scorsi durante un convegno organizzato dal Centro studi indipendente sulla sicurezza stradale e dalla provincia di Brescia nella sala consiliare della Comunità montana della Valtrompia. E lo conferma anche l’Istat: nel 2008, nelle città, si è registrato il 77percento degli incidenti totali, con il 44percento di morti e oltre il 70percento di feriti. Le cause più frequenti sono la distrazione dell’autista, i pochi e mal funzionanti controlli della polizia e una parte della stampa che diffonde notizie false sul codice stradale. Intanto, con i primi tutor montati per il rilevamento della velocità, i feriti sono diminuiti del 34percento e i morti di oltre la metà. Presi di mira dagli autisti sono soprattutto gli autovelox nascosti o non segnalati, quindi illegali, installati dai Comuni per riempire le proprie casse. Quello che manca, però, è l’educazione al volante e strumenti per prevenire gli incidenti invece che sanzionarli. Ed è qui che nasce la tecnologia degli speed check, legati al progetto «Noi sicuri» che il centro studi sta sperimentando con grande successo nella provincia di Brescia e non solo. Il sistema funziona: l’automobilista passa, non sa se nella scatola ci sia o meno l’autovelox e rallenta per evitare la multa. Oggi, a distanza di due anni dalla prima prova fatta in provincia di Macerata, le infrazioni sono calate del 70percento. «Siamo molto contenti – ha commentato il coordinatore del centro studi Paolo Goglio – perché la provincia di Brescia e i suoi comuni si stanno dimostrando molto sensibili a questa iniziativa».