TAVERNOLE, 27 settembre – Al Museo nuova raccolta i attrezzi in ferro

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Sabato scorso, nel corso del progetto “Fai un pieno di cultura” è stata presentata una nuova raccolta che va ad aggiungersi a quelle esistenti presso il Museo. Arnesi di vecchie case contadine o attrezzi di lavoro agricolo donati da un valtrumplino generoso, Giuseppe Ganzola.

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  1. Giuseppe Ganzola

    Il settantaduenne Giuseppe Ganzola, originario di Cimmo, per trovare lavoro da giovanissimo si è dovuto trasferire in Svizzera insieme al fratello Giovanni; sposatosi con Lina, si è accasato a Genestrerio, in Canton Ticino; per quarant’anni ha condotto l’autobus di linea trasportando soprattutto studenti e lavoratori del Cantone stesso; parallelamente si è dedicato all’attività di robivecchi, svuotando cantine e solai in tutta la Svizzera e raccogliendo vari oggetti, in particolare attrezzi degli antichi mestieri, ma anche mobili, spade, pistole, archibugi, lance, numerose pendole e ovviamente gli immancabili orologi svizzeri ed anche quadri.
    Non ha mai dimenticato l’amatissimo paese natìo, in particolare la parrocchia di San Calocero martire, verso la quale è sempre stato generoso, contribuendo alla sistemazione dell’oratorio e campo sportivo ed al restauro di due bellissime tele ad olio raffiguranti la SS. Trinità con l’Angelo Custode e la Madonna che offre il Bambino a S. Gaetano, S. Pietro apostolo e lo svenimento di S. Andrea Avellino, firmate da Pietro Scalvini nel 1751 e 1765 e restaurate da Silvio Meisso nel 1997 e nel 1996, oltre ai Misteri del S. Rosario dipinti dal medesimo Pietro Scalvini pagato nel 1752, salvati dal degrado nel 1994.
    Ora la preziosa donazione di vari oggetti della civiltà del ferro e della cultura contadina, da poco collocati con gusto e decoro su tre pannelli in plexiglas, affissi a tre pareti del salone maggiore del quattrocentesco forno fusorio di Tavernole sul Mella, insigne cattedrale del lavoro della Valtrompia.
    L’opera di collocazione è stata effettuata da Enrico Pighetti e da Domenico Rizzini, entrambi di Magno sopra Inzino, sotto l’attenta supervisione del Ganzola stesso ed in accordo con l’Amministrazione Comunale e con l’Assessorato alla Cultura della Comunità Montana di Valle Trompia. Si tratta di una donazione particolarmente importante non solo dal punto di vista storico: alcuni pezzi, infatti, risalgono almeno al ’600 e documentano aspetti di alto significato della lavorazione del ferro, concretizzatasi attraverso la creazione di attrezzi e utensili per la casa, ma anche per le dure fatiche nei campi, in montagna e nelle officine. Un segno molto bello ed esemplare di amore alla propria terra.
    E Ganzola dalla Svizzera pensa con profonda nostalgia anche allo splendido suono dell’organo costruito dal lumezzanese don Cesare Bolognini intorno al 1732 per la parrocchiale di Cimmo, strumento musicale preziosissimo, purtroppo intaccato fortemente dai tarli nelle parti lignee e dal «cancro» nelle canne metalliche; si tratta di uno tra gli esemplari meglio conservati di organi del ’700, ampliato nel corso dell ’800, ma tristemente muto da oltre trent’anni.

    Carlo Sabatti.

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