‘El piö bu dei roh el ga negat ho mare en del poh’

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Su questa inquietante premessa si apre il conviviale dialogo con il Rosso di Zone (al secolo Luigi Zatti). Il Rosso è animale di bosco, amico di folletti e gnomi. Belindo è grande e il Rosso è il suo profeta. Il Rosso svolge la sua opera, nel mondo a dimensione umana, da 65 anni, 66 il 4 dicembre, (tempo terrestre). A un occhio acuto ed esperto non sfugge tuttavia che il giovane Rosso è intorno ai 400 anni, più o meno. Non ci racconta niente, però, dei suoi precedenti 335 anni. Omaccione: il Rosso è uno gnomo grande e grosso, di pacata e inarrestabile eloquenza, di strisciante e ammaliante favella. Insomma è uno che quando cominci a parlare non smette più. E non smetteresti più di ascoltarlo.

“Ho saputo a vent’anni che mi chiamo Luigi, perché prima mi hanno sempre chiamato Rosso” dice sorridendo. Poi aggiunge “Diceva sempre mia nonna ‘Rosso di pelo e cavallo stellato va ammazzato appena nato”. Ironico e autoironico il Rosso gioisce della compagnia degli uomini.

Inizia a scolpire il legno su ‘ordine’ di un qualche gnomo di cui non ci è dato conoscere le generalità. Possiamo immaginarlo il Rosso, in un crepuscolo d’alba o di tramonto, camminare nell’erba o nel bosco. Parlare da solo (‘da solo’ per noi umani), ridere e scuotere il testone in cenni affermativi. Perché alla fine gli gnomi non si dicono quasi mai di no anche se hanno un carattere difficile. E poi torna nella sua capanna con un’idea sottile e prende un ceppo e prende ascia e scalpello e martello e un fiasco di vino e si mette a lavorare il legno. E… E poi sboccia un’altra idea maturata forse nella tana di un castoro o di una talpa: scolpire i tronchi e i ceppi lì dove si trovano. Amputati dall’uomo possono risorgere a nuova e misteriosa vita: la vita panica degli gnomi. Panica è un colto, coltissimo e ricercato neologismo riservato a persone di elevatissima cultura per identificare una filosofia di vita, o religione o cultura, che stabilisce una presenza divina in ogni essere vivente o quasi vivente (come le pietre, i sassi e i politici). Da ciò discende che ogni cosa che fai, ogni azione che coinvolga il mondo circostante, deve essere profondamente e spiritualmente meditata oppure deve essere spinta da immediato istinto e intuizione.

Così è per il Rosso. Che già abita in un paese lento, che induce alla riflessione e alla tranquillità e poi, anche se ha solamente 400 anni sulle spalle, può rallegrarsi di una saggezza anomala per un ragazzo della sua età. Tutto sommato, accettato il fatto che in questo universo 1 + 1 fa 2, viene da pensare che se prendete un giovane gnomo, lo ingrandite generosamente sino a raggiungere abbondanti dimensioni umane e lo impiantate a Zone otterrete inevitabilmente il Rosso. Poi non ci è dato di sapere se il suo pelo rosso lo ha portato a confermare i cinici detti della saggezza popolare sulla questione. Possiamo solamente dire che ha una moglie, Delfina (che nome arcano e seducente per un abitante di Zone eh!) della quale è follemente innamorato (“ha ancora il sorriso di quando eravamo fidanzati” dice di lei) e una figlia Erminia (nome misterioso, forse derivato da Hermes, il messaggero degli dei) che fa l’infermiera. Il ‘suo’ bosco degli gnomi a Zone è meta visite turistiche perché è magico e onirico; la sua casa in località Pura, che in celtico vuole dire ‘selva’, è meta di innumerevoli visitatori ed estimatori (la Delfina consuma chili e chili di caffè per gli ospiti). Puoi anche acquistare le sue opere, forti della forza del vivo legno, e potrebbe essere la porticina che ti apre il mondo del sottobosco magico delle foreste… e tra un paio di secoli…