Confartigianato a convegno. Le nanotecnologie fotovoltaiche sono la nuova frontiera?

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di Michele Torregiani

Nanotecnologie fotovoltaiche sono nuove celle che usano le classiche armi delle nanotecnologie, come nano tubi di carbonio ed altre strutture microscopiche, per realizzare componenti fotovoltaici dell’ordine di 1/1000 dello spessore di un capello umano. Il risultato è, da una parte un pannello solare che usando una quantità di materia di gran lunga minore riesce ad essere molto più leggero e meno costoso di un pannello tradizionale, dall’altra una flessibilità di applicazione inimmaginabile con gli attuali pannelli: il nanofotovoltaico può essere sottile come un foglio di alluminio, può essere applicato su una superficie con i tradizionali processi di stampa o dato per mezzo di spray, ad esempio su vetri o pareti.

Ma cosa bolle veramente in pentola nel nano fotovoltaico e quali sono le tecnologie più promettenti? Una società americana si è detta pronta ad immettere sul mercato pannelli fotovoltaici consistenti in fogli sottili stampati con inchiostri di nanoparticelle fotovoltaiche. Il film fotovoltaico è stato certificato per una resa di conversione della luce solare in energia elettrica pari al 15,3%, quindi nella fascia alta degli attuali sistemi che vanno da 8 a 20% di conversione. Questa tecnologia usa una quantità piccolissima di silicio, principalmente non cristallino, cosa che, insieme alla semplicità del processo produttivo, lascia intravedere costi finali molto più bassi degli attuali. Ad oggi la tecnologia non è ancora pronta per andare sul mercato per via della percentuale di conversione ancora bassa, intorno al 5%. Ma ci sono attese per portarla in breve tempo a superare il 10% facendo diventare questo tipo di celle delle celle solari a film sottile ad alta efficienza e “low-cost” .