Vedere, sognare, ricordare: la morale di un’arte antica

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di Patrizio Feraaglio

In principio era il verbo. Forse una delle frasi più arcane, inquietanti e misteriose della storia dell’uomo. E il verbo ebbe un figlio: il segno. E questi due strumenti, il verbo e il segno, furono dati all’uomo perché ne facesse buon uso (!). Parrebbe l’inizio di una favola morale ricca di saggezza. Ma qui di saggezza c’è ne è ben poca. Oggi, nel nostro mondo intendo dire. Oceani impetuosi di parole, parlate e scritte, ci travolgono minuto dopo minuto. Rumore, rumore per dimenticarci di noi stessi… e la silenziosa, solitaria, meditativa e vastissima notte ci incute soggezione, ci fa paura.. Nonostante secoli di sapienti pensatori, di saggi meditativi, alla ricerca del silenzio e dell’armonia cosmica ci siamo ridotti a elemosinare ricchezza vendendo in cambio la nostra vita: dobbiamo essere più veloci nel lavoro per avere più soldi e più soldi hai più ti salvi la vita. Pensate ai cinesi tanto per esempio. Da Confucio, vissuto in Cina 500 anni prima di Cristo, a oggi, per noi che siamo ignoranti ed estranei alla cultura cinese, superficialmente il cambiamento appare sconcertante. Il passaggio dal pensiero all’azione è stato devastante: l’azione è divenuta indipendente dal pensiero. È quindi azione spesso inumana, peggio che bestiale. Ciascuno sia chiaro fa della sua vita ciò che può e vuole ma non credo proprio che gradiremmo avere i nostri figli impiegati in un opificio cinese. Questo è un esempio estremo di una realtà strisciante e devastante.

Tuttavia… tuttavia esistono delle oasi dentro questo deserto apparentemente privo di energie vitali e sono gli artisti: no al denaro, vita alla ricerca di emozioni e fuori dagli schemi. A un livello diverso, fluttuanti tra arte e artigianato abbiamo i nostri incisori. Gente abituata a pensare, a meditare e a riflettere prima di segnare il metallo. Come quelli che una volta scrivevano sulle pietre: dovevano pensarci su bene a quello che dovevano scrivere. Il segno era sacro. Ci mettevano una marea di tempo a scrivere e se scrivevano sciocchezze… L’azione di un bravo incisore è guidata da una morale, da un’idea, da un concetto. Il verbo, il progetto, guida il segno in unità. Il bravo incisore non può permettersi di deflorare il vergine metallo senza una saggezza che dal cervello passa alle mani e, nei casi più fortunati, passa anche attraverso il cuore. Lo scopri subito, nella bottega del Lionello ‘Lio’ Sabatti, ad esempio. Un’armonia non casuale, solida, meditata scandisce il quotidiano percorso del sole. Il ritmico tic-tic del martello sullo scalpello o il silenzioso respiro del bulino, sono l’ armonia, la forza vitale che danno al segno sul freddo acciaio la vibrazione (ri)creativa, unica e inimitabile, della passione, della commozione, della nostalgia. A tu per tu con l’acciaio, il Lio, la Chiara, la Elena, la Laura e la Giulia hanno il compito di trasformare i sogni, le visioni, i sentimenti delle persone in (di)segni purificatori scalzando l’anonimo luccicore del metallo con ombre, ornamenti, incavi, arabeschi… È un’oasi la bottega del pacifico, umile, brontolone e saggio Lio, uno dei miglior incisori che possiamo vantare e uno dei migliori amici. In una vecchia Gardone di case decrepite e decadenti la sua bottega è una piccola fucina di idee: non solamente incisioni di bascule ma anche di ferma soldi, di gemelli, di orecchini, di coltelli… L’ultimo, splendido progetto del Lio riguarda gli orologi con il quadrante, d’oro o d’argento, inciso. Sotto le filiformi lancette che ti indicano il tempo solare trovi il bello che indica il tuo tempo ideale, la tua piccola oasi di eternità, la tua parabola di vita. Pezzi unici, di qualità svizzera, di bellezza italiana e di eccellenza gardonese. Non per niente gli orologi si chiamano Timios che in greco vuol dire ‘Prezioso’. Forse un giorno un qualche eroe spaziale potrà dire “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi… Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser….E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… Ma ho anche visto magnifiche scene e ritratti e raffigurazioni incise nell’oro e nell’acciaio e queste opere dureranno per secoli…” (libero adattamento dal film ‘Blade Runner’).