A Maniva la gara dei cani presso Malga Cadina: un tempo da lupi

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Agosto è tempo di relax anche per chi, facendo di necessità virtù, scherza dicendo che lui, le ferie, non le fa ad agosto perché è in ferie tutto l’anno. Essendo noi, come dice il Dogui, “degli stanziali”, i nostri viaggi iniziano la mattina presto e finiscono la sera tardi. Quindi, in quel di lunedì 16 agosto, con moglie al seguito e il Dogui al fianco, siamo partiti indirizzando il muso del nostro fuoristrada verso nord, destinazione Malga Cadina, versante valsabbino del Maniva, oltre il Crocedomini.

L’intenzione era di assistere al campionato dei “cani da mandria” ed invece abbiamo incontrato un tempo “da lupi”. Temperatura in vetta di 5 gradi centigradi ma, grazie al meteo.it, l’abbigliamento era adeguato, da veri “pastori valtrumplini”. Mano a mano che si sale la nostra valle riserva, ogni volta, emozioni davvero uniche e paesaggi sempre suggestivi.

Aperitivo a Collio, in piazza, dove la giornata ancora ferragostana ci ha riservato una campionario di personaggi davvero variegato, dalla villeggiante “supergnocca” al valtrumplino doc, tutti intenti a sorseggiare in attesa del mezzogiorno. Svolta la pratica “dell’ape”, attenti al nuovo codice della strada, via veloci, ma senza oltrepassare i limiti, verso il Dosso dove la “Manuela” ci aspettava con i suoi piatti. E qui, al Dosso Alto, fermata di rigore per assaggiare le gustose specialità della casa ma, soprattutto, i funghi sui gnocchetti e poi impanati, trifolati e con la polenta. Due parole sul “Dosso” che, per noi, mantiene il fascino della vera baita di montagna e per non sbagliare facciamo uno sfacciato copia-incolla dal loro sito web: “Nel 71, a febbraio, Rosa e Ettore si sposano e nel marzo dello stesso anno decidono di prendere in affitto un rifugio al Passo Maniva. Allora non esisteva una strada asfaltata ma solo una mulattiera, non c’era acqua ed energia elettrica. A quel tempo la famiglia restava sul Passo solo d’estate perché non erano ancora stati realizzati gli impianti di risalita e la strada nel periodo invernale era impraticabile. Nell’89 viene inaugurato un albergo vicino al rifugio All’apertura del ristorante Dosso Alto la signora Rosa é ormai già famosa per i suoi deliziosi pranzi ed Ettore rallegra l’ambiente con la sua originalità. Il ristorante é conosciuto per i piatti tradizionali preparati da Rosa e dalle figlie: una cucina prelibata a base di selvaggina, funghi e formaggio nostrano che abbina sapori antichi ad ottimi vini. La struttura ricettiva garantisce momenti piacevoli in un ambiente famigliare.” Fine della pubblicità. Io e il Dogui, innamorati fuori stradisti, abbiamo maledetto il giorno che han deciso, non sappiamo chi e nemmeno il perchè ma poco c’importa, di piazzare il manto d’asfalto in mezzo al piazzale e i panettoni gialli a lato del percorso (mai vista una cosa del genere in Tirolo? Noi mai!) Lascio a Patrizio Ferraglio, nell’intervista ai fratelli Lucchini, il compito di spiegarci le necessità dello sviluppo turistico in alta valle a cui, presumo, tale scempio sia legato.

Si riparte verso Malga Cadina imboccando il Crocedomini. Finalmente qualche buon vecchio tratto sterrato. Al ” Trivio” grande ressa di turisti e un freddo cane. Il tratto da lì alla Malga è un tortuoso avanzare a passo d’uomo per alternarci alle molte auto che vengono in senso inverso. Alla meta è quasi impossibile trovare parcheggio se non in mezzo ai campi. Il tempo non è clemente e inizia una pioggerellina insistente e fastidiosa. E’ bello vedere, tra i partecipanti, tanti ragazzi giovani e anche qualche bambino ed è divertente che molti cani si facciano allegramente beffa dei fischi e dei richiami dei loro addestratori limitandosi a qualche scorribanda senza impegnarsi troppo nella gara. Un paio d’ore immersi nella natura e in paesaggi che, anche nella discesa verso Bagolino lasciano davvero incantati e pieni di suggestioni ed emozioni da ricordare.