Quattro interventi del Soccorso Alpino

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CNSAS barella P. GallineraBRESCIA – Quattro interventi nel fine settimana per la V Delegazione Bresciana del CNSAS. La prima richiesta di soccorso risale a venerdì: una coppia di escursionisti aveva perso l’orientamento nella zona Valle di Viso – Laghetti di Ercavallo. Non riuscivano a ritrovare il sentiero e sono finiti in un territorio impervio. I tecnici li hanno ritrovati dopo alcune ore, messi in sicurezza e accompagnati dove avevano lasciato l’auto. Non hanno riportato ferite. Ieri, sabato 11 settembre, una donna si è smarrita mentre andava per funghi nella Conca di Casola, al confine fra Temù e Ponte di Legno, lungo il corso dell’Oglio, un’area dove episodi del genere sono frequenti: altre persone in passato, dopo essersi addentrate nei boschi, hanno avuto difficoltà a proseguire. Con il telefonino ha chiesto soccorso; l’hanno raggiunta via terra le squadre del Soccorso Alpino e ricondotta a valle. Si è concluso intorno alle 21 di oggi, domenica 12 settembre, il recupero di un uomo di cui si erano perse le tracce. Stava sorvolando la Valsabbia con il parapendio, ma ha perso quota ed è caduto. Lo hanno localizzato sopra Vobarno, dopo la richiesta da parte dei familiari. Le sue condizioni di salute sono buone. L’operazione è avvenuta in sinergia con i Vigili del fuoco, come spesso accade in questo tipo di situazioni. L’ultimo intervento, tuttora in corso, riguarda il territorio del comune di Saviore dell’Adamello, nella frazione di Valle. Un cercatore di funghi è rimasto bloccato sopra il rifugio Stella Alpina; anche lui si è perso ma è riuscito a dare l’allarme. Secondo le prime informazioni, sembra non sia ferito. La chiamata è giunta al 112 dei Carabinieri, che hanno contattato il Soccorso Alpino. Sul posto due squadre della Stazione di Media Valle. Il Soccorso Alpino invita a muoversi con prudenza: dal mese di luglio a oggi, i tecnici CNSAS hanno effettuato 130 interventi, 50 le persone ferite, 43 quelle decedute, soprattutto fra i cercatori di funghi. «Sono numeri che ci hanno impressionato – ha dichiarato Piergiorgio Baldracco, presidente nazionale – soprattutto alla luce del fatto che la stagione di maggiore fioritura dei funghi deve ancora venire, sarà tra il 15 settembre e il 15 ottobre». «C’è più di un motivo che spiega questi dati anomali – aggiunge Valerio Zani, vicepresidente nazionale – ma il fattore fondamentale è legato all’età dei ricercatori: dei 43 morti, 32 sono over 60, 7 superano gli 80 anni, e solo 3 ne hanno meno di 40». Le province più colpite sono Trento, con 9 infortuni mortali, Sondrio (5), Bergamo (4), Verbano-Cusio Ossola (3), Brescia e Bolzano (2). Tra gli accorgimenti più utili per chi va in cerca di funghi, quello di lasciare in vista o in auto un biglietto con le indicazioni sul possibile itinerario. E’ meglio vestirsi con colori come il rosso o il giallo, più facili da individuare, rispetto ad abiti marroni o verdi, e per quanto possibile non uscire da soli. Infine, è fondamentale indossare calzature adeguate, come scarponcini di montagna. Gli stivali di gomma sono molto pericolosi.